1 febbraio 2010

immigrati e crimini

Cari amici,
intervengo nel dibattito sulla questione immigrazione/criminalita',
segnalandovi del materiale che avevo elaborato per alcuni seminari,
sulla base dei dati pubblicati dal Ministero dell'interno.

Potete trovare quel materiale alla pagina

http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/giugno/seminario-frascati-19-6-2008.pdf.

I dati li' riportati mostrano, in estrema sintesi, che

1) Per molti dei delitti che destano maggiore allarme sociale
(omicidi, furti, scippi, etc.), il numero e' in netto calo in Italia
(era molto piu' alto negli anni '90). Alcuni delitti fanno eccezione
(tra questi, le rapine, che vedono un aumento del 25 per cento
rispetto ai dati del 1991).

2) Confrontando il numero di delitti commessi da italiani con quello
dei delitti commessi da stranieri, per quasi tutte le fattispecie
prevalgono nettamente i primi. Anche qui vi sono eccezioni (ad
esempio, furti in abitazione), per le quali prevalgono i delitti
commessi da stranieri.

3) Rapportando il numero di delitti commessi alla popolazione di
riferimento, si ottengono tassi di criminalita' molto piu' alti per
gli stranieri che per gli italiani (es.: circa 25 volte piu' alti,
con riferimento alle rapine). Il divario si riduce cospicuamente se
per ciascuna popolazione si prende in considerazione solo la porzione
"a rischio" (ad esempio, solo i giovani). Questo fatto mostra come la
principale motivazione del maggior tasso di criminalita' evidenziato
dagli stranieri sia dovuto, piuttosto banalmente, al fatto che si
tratta di un gruppo sociale che si colloca naturalmente nella parte
della societa' dove piu' acuto e' il disagio (giovani, meno abbienti,
etc.).

4) Il numero di delitti commessi dagli stranieri, a partire
dall'inizio degli anni '90, resta sostanzialmente costante. Nello
stesso arco di tempo, pero', la popolazione straniera e' cresciuta di
un fattore 5 o 6. Benche' quindi i tassi di criminalita' siano molto
elevati per gli stranieri, essi vanno decrescendo nel tempo: i
comportamenti medi della popolazione immigrata vanno cioe'
normalizzandosi.

5) Anche il tasso di criminalita' degli italiani e' in calo. I due
tassi (lo ripeto: assai diversi tra loro) calano, in percentuale, con
la stessa rapidita' (stesso tempo di dimezzamento, cioe'; vedi
http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/giugno/semin-arezzo-19-6-2009.pdf).

6) Una curiosita': prendendo in considerazione la nazionalita' della
vittima quando l'autore del crimine e' italiano o straniero, si vede
che, per gli omicidi o le rapine in strada, gli italiani sono
prevalentemente vittime di italiani; gli stranieri, di stranieri. Per
la violenza sessuale, invece, gli italiani sono prevalentemente
vittime di italiani; gli stranieri, ancora di italiani...

7) Che il tasso di criminalita' tra gli immigrati regolarmente
soggiornanti sia dello stesso ordine di quello osservato tra gli
italiani non e' cosa molto significativa. La regolarita' del
soggiorno e' infatti condizionata al fatto che lo straniero non
incorra in condanne per reati anche relativamente lievi. Questo fatto
seleziona una classe di immigrati regolari a bassissimo tasso di
criminalita' e lascia al bacino dell'immigrazione irregolare la
sostanziale esclusiva dei reati di matrice straniera.

8) Da questo non discende, pero', che la condizione di soggiorno
illegale sia un buon indicatore di una piu' spiccata propensione alla
delinquenza. L'attraversamento di una tale condizione e' reso infatti
quasi inevitabile, almeno nel caso dell'immigrazione per lavoro, da
una normativa che impedisce l'incontro legale tra domanda e offerta
di lavoro. Il trovarsi illegalmente soggiornanti non e' quindi frutto
di una scelta deliberata di violazione delle norme (che potrebbe
preludere alla commissione di crimini), ma piuttosto un aspetto
"fisiologico" di ogni percorso migratorio: l'immigrato ha bisogno di
soggiornare illegalmente in Italia... per potervi essere ammesso
legalmente per lavoro.

9) Non si puo' trarre quindi dalla condizione di soggiorno irregolare
un pronostico sulla futura attivita' criminale dello straniero, cosi'
come non si puo' concludere che un adolescente si rendera'
responsabile di atti di bullismo, combinando con il dato anagrafico
l'osservazione che la grande maggioranza di questi atti e' compiuta
da adolescenti.

10) E' assai probabile che disfacendosi degli immigrati diminuirebbe
il numero di criminali. Analoghe diminuzioni si possono ottenere,
pero', sbarazzandosi di quanti portano la scriminatura a destra, di
chi preferisce il mare alla montagna o di chi eccelle nel gioco della
lippa.

Cordiali saluti
sergio briguglio

2 commenti:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

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