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24 dicembre 2009

circolare mininterno iscrizione ssn

Cari amici,
alla pagina di dicembre 2009 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio) potrete trovare il testo della circolare del Ministero dell'interno 23/12/2009.

La circolare chiarisce, in linea con quanto gia' disposto in alcune regioni, che gli stranieri per i quali sia stata presentata istanza di regolarizzazione possono iscriversi al SSN nelle more della definizione della procedura.

Meno chiara la circolare (ma forse sono io un po' lento...) quando afferma che, essendo lo straniero in questione privo di codice fiscale, questi viene assistito come straniero temporaneamente presente (STP), benche' non in posizione irregolare rispetto al soggiorno (ma allora: lo si iscrive o no al SSN?). La circolare prosegue con le seguenti parole (anch'esse a me oscure): "Ne deriva che alla data di perfezionamento di iscrizione dello straniero dovra' essere chiuso e ritirato il codice STP".

Confido nel vostro maggior acume o in ulteriori chiarimenti del Ministero dell'interno.

Cordiali saluti (e auguri)
sergio briguglio

18 dicembre 2009

minori stranieri, scuola, asilo-nido

Cari amici,
vi giro un messaggio di Elena Rozzi relativo ad
un ottimo documento da lei preparato sull'accesso
dei minori stranieri all'istruzione, alla
formazione e ai servizi socio-educativi, alla
luce delle disposizioni varate con la Legge
94/2009 (legge sicurezza).
Il documento e' alla pagina
http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/dicembre/rozzi-acc-istruzione.html
Vi invito a diffonderlo.
Cordiali saluti
sergio briguglio

>Date: Fri, 18 Dec 2009 09:39:37 +0100
>Subject: diritto dei minori stranieri privi di permesso di soggiorno
> all'istruzione, alla formazione e ai servizi socio-educativi
>From: Elena Rozzi <elena.rozzi@gmail.com>
>
>Care/i,
>invio in allegato un documento di analisi che, riprendendo il
>documento dell'ASGI diffuso a settembre "I minori stranieri
>extracomunitari e il diritto all'istruzione dopo l'entrata in vigore
>della legge n. 94/2009", sviluppa alcuni dei punti più controversi
>quali l'accesso dei minori stranieri privi di permesso di soggiorno
>alla scuola dell'infanzia e all'asilo nido e la conclusione degli
>studi dopo i 18 anni.
>Spero che possa essere uno strumento utile a promuovere e tutelare i
>diritti di questi minori, in questo momento buio in cui anche i
>diritti fondamentali vengono messi ogni giorno in discussione.
>Vi prego di diffondere il documento a tutti coloro che potrebbero
>essere interessati.
>Grazie e a presto,
>Elena Rozzi

2 dicembre 2009

regolarizzazione: circolari mininterno ed emilia romagna

Cari amici,
alla pagina di Dicembre 2009 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.it/briguglio), troverete
1) una circolare del Ministero dell'interno (1/12/2009) che da'
disposizioni perche' siano esaminate, a certe condizioni, le istanze
di regolarizzazione "incompiute". Il riferimento e' ai casi in cui il
contributo forfetario e' stato pagato, ma l'istanza di
regolarizzazione non risulta acquisita dal sistema telematico del
Mininterno;
2) una circolare della Regione Emilia Romagna, con cui si dispone
l'iscrizione al SSN degli stranieri per i quali e' stata presentata
istanza di regolarizzazione.
Ringrazio Gianluca Cassuto e Andrea Facchini per le segnalazioni.
Cordiali saluti
sergio briguglio

1 dicembre 2009

circolare mininterno; ius soli

Cari amici,

1) alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/dicembre/circ-interno-27-11-2009.pdf troverete la circolare del Ministero dell'interno 27/11/2009, che chiarisce, molto bene, come permanga il divieto di segnalazione dello straniero illegalmente soggiornante che si rivolga alla struttura sanitaria.

2) e' stata, come probabilmente gia' sapete, calendarizzata la discussione in Aula, alla Camera, delle proposte di legge in materia di cittadinanza.

Su questo punto, e' in corso un dibattito, principalmente all'interno dei partiti di opposizione, sul fatto che una riforma debba prevedere l'introduzione dello ius soli "secco" (chi nasce in Italia e' cittadino italiano) o di uno ius soli "temperato" (chi nasce in Italia e' cittadino italiano solo se sono soddisfatte certe condizioni; per esempio, relative alla condizione di soggiorno dei genitori).

Sottopongo anche a voi una brevissima riflessione che ho inviato ieri ad alcuni parlamentari:

Lo ius soli "secco" e' pericoloso per il motivo seguente.


C'e' una disposizione di legge (art. 19, co. 2 lettera d, D. Lgs. 286/1998) che vieta l'espulsione della donna incinta. Ce ne sono altre (art. 19, co. 2, letetra c, e art. 30, co. 1, lettera d, D. Lgs. 286/1998), che impongono il rilascio di un permesso di soggiorno allo straniero, anche irregolarmente soggiornante, che sia genitore di cittadino italiano.


Se passasse lo ius soli secco, qualunque donna straniera incinta arrivi in Italia avrebbe il diritto di partorire nel nostro paese un cittadino italiano, e di ottenere quindi un permesso di soggiorno.


Di fronte alla potenziale insostenibilita' della cosa, verrebbe soppressa la disposizione che vieta l'espulsione della donna incinta o quella che da' diritto di soggiornare al genitore di cittadino italiano. Oppure, peggio ancora, si darebbe vita a una politica di respingimento in mare di donne incinte; anzi: di tutte le donne potenzialmente incinte.


A fronte di questo pericolo, credo sia opportuno temperare lo ius soli.


Cordiali saluti
sergio briguglio

17 marzo 2009

divieto di segnalazione: vie d'uscita

Cari amici,
oggi, su iniziativa della Societa' italiana di medicina delle migrazioni, di Medici senza frontiere, dell'ASGI e dell'Osservatorio italiano sulla salute globale, si celebra il "Noi non segnaliamo day". Il programma delle iniziative puo' essere scaricato dal sito della SIMM: http://www.simmweb.it.

Approfitto per tornare sulla questione al centro di queste manifestazioni: la soppressione del divieto di segnalazione del clandestino che ricorra a prestazioni sanitarie.

Nel seguito riassumo i punti rilevanti sull'argomento - almeno, per come io li ho capiti - e, infine, propongo due soluzioni: la prima, nell'ipotesi che la Camera sia disposta a modificare il testo approvato dal Senato; la seconda, nell'ipotesi opposta.


1) Il ddl sicurezza, nel testo approvato dal Senato (A.S. 733) e attualmente all'esame della Camera (A.C. 2180), introduce il reato di soggiorno illegale. Si tratta di un reato contravvenzionale (non di un delitto), perseguibile d'ufficio e sanzionato con un'ammenda, sostituibile con l'espulsione.


2) Lo stesso testo, con altra disposizione, prevede la soppressione dell'art. 35, co. 5 D. Lgs. 286/1998. Il comma da sopprimere recita

"5. L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non puo' comportare alcun tipo di segnalazione all'autorita', salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parita' di condizioni con il cittadino italiano."


3) L'obbligo di referto e' disciplinato, in generale, dall'art. 365 c.p.:

"365 Omissione di referto
Chiunque avendo nell'esercizio di una professione sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono presentare i caratteri di un delitto per il quale si debba procedere d'ufficio, omette o ritarda di riferirne all'Autorita' indicata nell'articolo 361, e' punito con la multa fino a lire un milione.
Questa disposizione non si applica quando il referto esporrebbe la persona assistita a procedimento penale."

Il secondo periodo di questo articolo, che esonera l'operatore sanitario dall'obbligo di referto nei casi in cui possa discenderne un procedimento penale a carico dell'assistito, ha evidentemente lo scopo di dare priorita' alla tutela della salute rispetto alla tutela di beni quali l'ordine pubblico o la sicurezza pubblica.


4) Si puo' osservare come il combinato disposto di art. 35, co. 5 D. Lgs. 286/1998 e art. 365 c.p. (secondo periodo) crei un'ingiusta disparita' tra il clandestino autore di un delitto perseguibile d'ufficio e la persona regolarmente soggiornante, italiana o straniera, che abbia commesso lo stesso delitto. In relazione a quest'ultima, infatti, il referto puo' essere presentato (pur non essendo obbligatorio); in relazione al primo, invece, no: mancando l'obbligatorieta', il referto e' senz'altro vietato.


5) Nell'ambito della categoria "autori di delitti perseguibili d'ufficio", la soppressione dell'art. 35, co. 5 sarebbe certamente in grado di ristabilire parita' di trattamento tra nazionali e stranieri regolari, da una parte, e stranieri clandestini, dall'altra. E nessuno di noi avrebbe niente da ridire.


6) Il problema e' - com'e' noto - che finirebbero inguaiati anche i clandestini che autori di delitti non sono, ne' mai si sognerebbero di diventarlo. In particolare, paradossalmente, finirebbero inguaiati anche i clandestini vittime di delitti. L'introduzione del reato di soggiorno illegale espone infatti l'immigrato irregolare ad un altissimo rischio di denuncia. E questo non in base al citato art. 365 c.p. (il soggiorno illegale non e' un delitto), ma al meno severo, ma piu' generale, art. 362 c.p. (applicabile anche ai reati contravvenzionali perseguibili d'ufficio):

"362 Omessa denuncia da parte di un incaricato di pubblico servizio
L'incaricato di un pubblico servizio, che omette o ritarda di denunciare all'Autorita' indicata nell'articolo precedente un reato del quale abbia avuto notizia nell'esercizio o a causa del servizio, e' punito con la multa fino a lire duecentomila.
Tale disposizione non si applica se si tratta di un reato punibile a querela della persona offesa ne' si applica ai responsabili delle comunita' terapeutiche socio - riabilitative per fatti commessi da persone tossicodipendenti affidate per l'esecuzione del programma definito da un servizio pubblico."


7) Notate come, trasferito il problema dall'art. 365 c.p. all'art. 362 c.p., le dichiarazioni di non disponibilita' alla denuncia dei medici, ancorche' benemerite e cariche di forza simbolica, rischino di risultare, in caso di approvazione delle disposizioni in esame, assolutamente insufficienti. La denuncia verrebbe infatti, inevitabilmente, dalle amministrazioni delle ASL.

Tali amministrazioni sono tenute, infatti, a fini di rendicontazione a comunicare al Ministero dell'interno le prestazioni erogate ai titolari di codice STP rimaste insolute (art. 43, co. 4 DPR 394/1999). Oggi, vigendo l'art. 35, co. 5 D. Lgs. 286/1998, vige anche art. 43, co. 5 DPR 394/1999, che impone la comunicazione in forma tale da garantire l'anonimato dell'utente. Una volta soppresso l'art. 35, co. 5, pero', l'amministrazione sanitaria che non provveda tempestivamente ad adempiere all'obbligo di denuncia di cui all'art. 362 c.p., finira' con l'autodenunciarsi all'atto della rendicontazione al Ministero dell'interno.

Non riesco ad immaginare un direttore di ASL (nominato, in genere, per meriti politici piu' che per spirito missionario) che metta a repentaglio la propria carriera (e il proprio portafoglio) in nome dell'obiezione di coscienza. Dovessi sbagliarmi, sarei felice di fare ammenda.


8) Come uscirne? Vedo due soluzioni.

La prima (Soluzione A) assume che la maggioranza, grazie anche alle sacrosante e coraggiose prese di posizione di Fini, non sia cosi' convinta di dover varare il ddl nella forma approvata dal Senato. In fondo, essere piu' intelligenti del Sen. Bricolo e' condizione consentita dal nostro ordinamento e, nei fatti, largamente diffusa in tutto il regno animale.

In questa ipotesi, si potrebbe dire a Maroni: vuoi ottenere (giustamente) la parita' di trattamento tra delinquente clandestino e delinquente qualsivoglia? Bene: limitati a modificare l'art. 35, co. 5 nel modo seguente:

"5. L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non puo' comportare alcun tipo di segnalazione all'autorita', salvi i casi di referto, a parita' di condizioni con il cittadino italiano."

In questo modo, l'eccezione al divieto di segnalazione si estenderebbe ai casi in cui il referto sia possibile, anche se non obbligatorio. Si otterrebbe cosi' la parita' di trattamento per gli autori di delitti perseguibili d'ufficio, senza danno per la salute degli altri clandestini e di noi tutti.


9) La seconda soluzione (Soluzione B) assume invece che il ddl sicurezza diventi legge, per i profili che ci interessano, nella forma approvata dal Senato.

Come sapete, al clandestino sono garantite le prestazioni sanitarie urgenti o comunque essenziali. Tali prestazioni sono definite dalla circolare del Ministro della Sanita' 24/3/2000 nel modo seguente:

a) "cure urgenti": le cure che non possono essere differite senza pericolo per la vita o danno per la salute della persona;

b) "cure essenziali": le prestazioni sanitarie, diagnostiche e terapeutiche, relative a patologie non pericolose nell'immediato e nel breve termine, ma che nel tempo potrebbero determinare maggiore danno alla salute o rischi per la vita (complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti).

Mi sembra evidente che negare cure urgenti o essenziali a un clandestino, o anche solo metterlo nella condizione psicologica di doverle rifiutare, corrisponda ad arrecargli un danno grave.

Viene allora in soccorso l'art. 54 c.p., che si applica a qualunque reato:

"54 Stato di necessita'
Non e' punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessita' di salvare se' od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, ne' altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo."

Le Regioni potrebbero allora diramare direttive con le quali vietano la denuncia di cui all'art. 362 c.p. sulla base del fatto che la semplice possibilita' che tale denuncia sia effettuata costringerebbe il clandestino a sottrarsi alle cure, sortendone un danno grave per la propria salute (e, in diversi casi, per la salute del resto della popolazione: pensate, per esempio, a un caso di meningite non curata). Potrebbero, le Regioni, in altri termini, rassicurare i dipendenti delle ASL che l'art. 54 c.p. li solleva da qualunque obbligo di denuncia, stante il carattere particolarissimo del servizio da loro erogato.

Che questa visione non sia lontana da quella del legislatore e' testimoniato dal fatto che l'obbligo di denuncia non si applica (secondo periodo dell'art. 362 c.p.; vedi sopra) ai responsabili delle comunita' terapeutiche per fatti commessi da persone tossicodipendenti affidate a tali comunita'.


Fermo restando che il mantenimento dell'art. 35, co. 5 D. Lgs. 286/1998 rappresenta la soluzione migliore, credo sia importante prepararsi a prospettare soluzioni che salvino l'accesso dei clandestini alle cure e permettano, allo stesso tempo, alla maggioranza (che deve decidere) di salvare la faccia.

Vi sarei grato se mi faceste avere osservazioni critiche o proposte alternative sull'argomento, in vista di un possibile dialogo con Parlamento e Istituzioni.

Cordiali saluti
sergio briguglio

10 febbraio 2009

maroni e divieto di segnalazione

Cari amici,
in un comunicato del Mininterno si legge la seguente dichiarazione del Ministro Maroni:


"Nel 1998 - ha precisato il Ministro - è stato introdotto il divieto per i medici di segnalare i clandestini. Si arrivava così all'aberrazione che un medico che voleva segnalare un clandestino commetteva un reato. Se il medico non vuole denunciarlo non lo fa, ma non è giusto punire un medico che magari vuole segnalare alla polizia un clandestino ferito da una ragazza che ha stuprato."


Il Ministro e' di un'incompetenza vasta e profonda. La disposizione che vieta la segnalazione del clandestino che ricorra alla struttura sanitaria fa salvo l'obbligo di referto, rispetto al quale la struttura sanitaria deve comportarsi cosi' come si comporta per il cittadino italiano. L'obbligo di referto scatta quando vi siano elementi che indichino la commissione di un delitto per il quale si possa procedere d'ufficio. Non vi e' obbligo quando il referto possa esporre la persona cui si sono prestate cure a procedimento penale. E questo si applica anche al caso in cui lo stupratore ferito sia italiano.


Sotto il profilo storico, poi, e' bene che Maroni sappia che la disposizione fu introdotta per la prima volta dall'art. 13 del Decreto Dini (n. 489/1995) - decreto preteso dalla Lega quale condizione per accordare la fiducia a quel governo, e dalla Lega (Maroni incluso) ovviamente votato. Riporto l'articolo 13 in coda.


Cordiali saluti
sergio briguglio




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Art. 13
Assistenza sanitaria
1. Il comma settimo dell'articolo 5 del decreto-legge 30 dicembre
1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio
1980, n. 33, e' sostituito dal seguente:
"Agli stranieri, temporaneamente presenti nel territorio dello
Stato sono assicurate, nei presidi pubblici ed accreditati, le cure
ambulatoriali ed ospedaliere assistenziali, ancorche' continuative,
per malattia ed infortunio, e sono estesi i programmi di medicina
preventiva. E' altresi' garantita la tutela sociale della maternita'
responsabile e della gravidanza, come previsto dalle vigenti norme
applicabili alle cittadine italiane. L'accesso dello straniero alle
strutture sanitarie non puo' comportare alcun tipo di segnalazione,
salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parita' di
condizioni con il cittadino italiano. Salve le quote di
partecipazione alla spesa, ove previste, sono erogate senza oneri a
carico dei richiedenti le prestazioni preventive, quelle per la
tutela della maternita' e della gravidanza, nonche' le altre
prestazioni individuate con decreto del Ministro della sanita',
adottato di concerto con il Ministro del tesoro, nell'ambito del
fondo sanitario nazionale, utilizzando, ove necessario, quota parte
delle risorse destinate all'emergenza sanitaria e nei limiti dei

livelli assistenziali.".

3 febbraio 2009

a.s. 733; maroni

Cari amici,
oggi dovrebbe riprendere, al Senato, l'esame del ddl sicurezza (a.s. 733).

Ieri c'e' stata una fiaccolata, davanti a Montecitorio, organizzata da MSF, SIMM, ASGI e OISG, contro l'emendamento della Lega che punta a sopprimere il divieto di segnalazione alle autorita' di pubblica sicurezza del clandestino che si rivolga alla struttura sanitaria.

Ricordo, per chi si sia avvicinato da poco al tema, che il divieto fu introdotto con l'art. 13 del decreto-legge 489/1995, adottato dal Governo Dini su precisa richiesta della Lega (la Lega anzi condiziono' il suo voto di fiducia all'emanazione di quel decreto).

L'emendamento sara' esaminato dal Senato in questi giorni.

E' uno degli aspetti piu' gravi del ddl, ma certo non soffre di solitudine. Riporto qui sotto alcuni degli aspetti piu' inquietanti (in ordine sparso):

1) Obbligo di verifica delle condizioni igienico sanitarie dell'alloggio, ai fini dell'iscrizione anagrafica

2) Obbligo di dimostrazione di idoneita' abitativa ai fini del ricongiungimento, e cancellazione del silenzio-assenso ai fini del rilascio del nulla-osta (se lo Sportello unico ritarda, il diritto all'unita' familiare aspetta il suo turno...)

3) Divieto di celebrazione del matrimonio in Italia per la persona straniera irregolarmente presente (e per quella italiana che intenda sposarla... Vorrei tanto che la Chiesa Cattolica, su questo punto, scendesse in piazza!)

4) Introduzione della patente di interazione a punti: esaurito il bonus, lo straniero e' espulso

5) Tassa per rilascio e rinnovo di ogni permesso di soggiorno

6) Test di conoscenza dell'italiano per il rilascio di carta di soggiorno

7) Necessita' di esibizione del permesso di soggiorno per gli atti di stato civile (es.: riconoscimento del figlio. Anche su questo vorrei una rivolta della Chiesa Cattolica)

8) Prolungamento fino a 18 mesi della detenzione per lo straniero da espellere (non parliamo qui dello straniero condannato per stupro, ma della micidiale badante sorpresa dalla polizia mentre va a fare la spesa)

9) Ostativita' al soggiorno anche di condanne non definitive

10) Possibilita', per l'ente locale, di avvalersi di associazioni di cittadini per il presidio del territorio (il comune di Nettuno e' gia' in trattative con alcune associazioni giovanili)


Ieri, Maroni, dopo aver assicurato che i fatti di Nettuno nulla hanno a che spartire col razzismo, ha chiarito che tutto si sistemera' con l'uso di un po' piu' di cattiveria nei confronti dei clandestini.

Non posso che prendere a prestito le parole di un genio (Claudio Gatti), scritte per chiosare altro intervento del Ministro, ma sempre attuali:

"Il Ministro Maroni ha denunciato un orribile traffico di organi in Italia. La cosa peggiore e' che i coglioni non li vogliono, e li lasciano tutti a noi."

Cordiali saluti
sergio briguglio

28 gennaio 2009

appello emendamento sanita'; bonus bebe' brescia

Cari amici,

1) oggi alle 11.30, all'Hotel Nazionale, in Piazza Montecitorio, a Roma, MSF, SIMM, ASGI e FNCO presentano un appello ai senatori perche' respingano l'emendamento al ddl sicurezza che sopprime il divieto di segnalazione del clandestino che ricorre a prestazioni sanitarie.

2) il Tribunale di Brescia, accogliendo un ricorso presentato da alcuni cittadini stranieri e dall'ASGI, ha ordinato al Comune di Brescia di corrispondere il "bonus bebe'" anche ai figi di genitori stranieri, in origine esclusi dal godimento della prestazione.

La sentenza e' alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/gennaio/ord-trib-bs-bonus-bebe'.pdf

Ne da' notizia anche l'ANSA:

FAMIGLIE: TRIBUNALE LAVORO BRESCIA 'BOCCIA BONUS BEBE
(ANSA) - BRESCIA, 27 GEN

Un caso evidente di ANSA da prestazione...

Cordiali saluti
sergio briguglio

27 gennaio 2009

Campagna "DIVIETO DI SEGNALAZIONE".

Cari amici,
vi giro il messaggio inviatomi da MSF. Contiene un appello contro l'emendamento al ddl sicurezza che sopprime il divieto di segnalazione dell'irregolare che ricorre a prestazioni sanitarie.


La ripresa del dibattito in Senato sul ddl sicurezza (A.S. 733) e' prevista per la prossima settimana.


Cordiali saluti
sergio briguglio


n.b.: le adesioni all'appello non vanno mandate a me, ma all'indirizzo ombretta.scattoni@rome.msf.org













Cari e care,
MSF, SIMM, ASGI e OISG promuovono la campagna "DIVIETO DI SEGNALAZIONE. SIAMO MEDICI E INFERMIERI, NON SIAMO SPIE" contro l'emendamento al ddl 733 che vuole sopprimere il divieto di segnalazione degli immigrati privi di permesso di soggiono che si rivolgono alle strutture sanitarie.
La campagna prevede:
- conferenza stampa mercoledì 28 gennaio alle 11.30 presso l'Hotel Nazionale a Roma, sala Cristallo. (Di seguito trovate l'invito alla conferenza stampa, siete iperbenvenuti);
- appello a cui chiediamo di aderire. (di seguito trovate il testo dell'appello). Vi chiedo di non pubblicare il testo dell'appello su siti o altro sino alle 12 di mercoledì 28 gennaio, quando sarà presentato in conferenza stampa con l'elenco dei primi firmatari. Fino alla mattina di mercoledì 28 gennaio vi prego d'inviare le adesioni all'indirizzo mail: ombretta.scattoni@rome.msf.org. Dopo verrà attivato anche il sito www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it
- fiaccolata di fronte Montecitorio martedì 2 febbraio dalle 17.30 alle 20.00. Più siamo meglio stiamo!
Chiedo scusa a chi avesse già ricevuto questa comunicazione.

Un caro saluto
Rolando
Rolando Magnano
MSF Italy MIssion
Office number 0039+06/44703872
Cell number 0039+329/9636533






COMUNICATO STAMPA

DIVIETO DI SEGNALAZIONE - SIAMO MEDICI E INFERMIERI, NON SIAMO SPIE

MSF, ASGI, SIMM e OISG lanciano un appello alla società civile per chiedere ai Senatori di respingere l’emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria

FIACCOLATA DAVANTI A MONTECITORIO IL 2 FEBBRAIO DALLE 17.30 alle 20.00

Roma, 28 gennaio 2009 – Il 3 febbraio prossimo il Senato voterà un emendamento volto a sopprimere il principio di “non segnalazione” alle autorità per il migrante irregolare che si rivolge ad una struttura sanitaria. Medici Senza Frontiere (MSF), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) hanno lanciato oggi un appello alla società civile per chiedere ai Senatori di non abrogare il suddetto principio.

MSF, SIMM, ASGI e OISG hanno inoltre annunciato una fiaccolata della società civile il 2 febbraio davanti a Montecitorio (tra Piazza della Colonna Antonina e l’obelisco) dalle 17.30 alle 20.00 al quale sono invitati a partecipare operatori sanitari, organizzazioni non governative, rappresentanti della società civile e cittadini.


Per aderire all’appello:

www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it

Per informazioni: ufficio stampa di Medici Senza Frontiere
06 4486921 – 334 6538545



APPELLO
“DIVIETO DI SEGNALAZIONE”
SIAMO MEDICI E INFERMIERI, NON SIAMO SPIE

Le organizzazioni firmatarie esprimono preoccupazione ed allarme per le conseguenze della possibile approvazione dell’emendamento 39.306 presentato in sede di esame del DDL 733 all’Assemblea del Senato, volto a sopprimere il comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione) che sancisce il divieto di “segnalazione alle autorità”.

Il suddetto comma 5 attualmente prevede che “l’accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere, sia territoriali n.d.r.) da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.

Questa disposizione normativa è presente nell’ordinamento italiano già dal 1995, attraverso l’art. 13, proposto da una vasta area della società civile, del decreto legge n. 489/95, più volte reiterato, voluto ed approvato dal centro destra anche con i voti della Lega. La “logica” della norma non è solo quella di “aiutare/curare l’immigrato irregolare”, ma anche quella di dare piena attuazione all’art. 32 della Costituzione, in base al quale la salute è tutelata dalle istituzioni in quanto riconosciuta come diritto pieno ed incondizionato della persona in sé, senza limitazioni di alcuna natura, comprese – nello specifico – quelle derivanti dalla cittadinanza o dalla condizione giuridica dello straniero. Il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerebbe nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa “marginalizzazione sanitaria” di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio, anche aumentando i fattori di rischio per la salute collettiva. Il citato obbligo di non segnalazione risulta quindi essere una disposizione fondamentale al fine di garantire la tutela del diritto costituzionale alla salute. Appare pertanto priva di significato l’ipotesi di affidare alla libera scelta del personale sanitario se procedere o meno alla segnalazione dello straniero poiché ciò, in contrasto con il principio della certezza della norma, lascerebbe al mero arbitrio dei singoli l’applicazione di principi normativi di portata fondamentale.

La cancellazione di questo comma vanificherebbe inoltre un’impostazione che nei 13 anni di applicazione ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri testimoniato, ad esempio, dalla riduzione dei tassi di Aids, dalla stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, dalla riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale ...). E tutto questo con evidente effetto sul contenimento dei costi, in quanto l’utilizzo tempestivo e appropriato dei servizi (quando non sia impedito da problemi di accessibilità) si dimostra non solo più efficace, ma anche più “efficiente” in termini di economia sanitaria.

Riteniamo pertanto inutile e dannoso il provvedimento perché:
- spingerà verso l'invisibilità una fetta di popolazione straniera che in tal modo sfuggirà ad ogni tutela sanitaria;
- incentiverà la nascita e la diffusione di percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie “parallele”, al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica (gravidanze non tutelate, rischio di aborti clandestini, minori non assistiti, ...);
- creerà condizioni di salute particolarmente gravi poiché gli stranieri non accederanno ai servizi se non in situazioni di urgenza indifferibile;
- avrà ripercussioni sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili, a causa dei ritardi negli interventi e della probabile irreperibilità dei destinatari di interventi di prevenzione;
- produrrà un significativo aumento dei costi, in quanto comunque le prestazioni di pronto soccorso dovranno essere garantite e, in ragione dei mancati interventi precedenti di terapia e di profilassi, le condizioni di arrivo presso tali strutture saranno verosimilmente più gravi e necessiteranno di interventi più complessi e prolungati.

Hanno espresso posizioni analoghe gli Ordini ed i Collegi che rappresentano, su base nazionale, le principali categorie di operatori impegnati nell’assistenza socio-sanitaria alle persone immigrate: Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FnOMCEO), Federazione Nazionale Collegi Infermieri (IPASVI), Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (FNCO), Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS).

Per le ragioni sopraesposte rivolgiamo un sentito appello affinché i senatori di qualunque schieramento respingano la citata proposta emendativa all'art. 35 del Dlgs.286/98 e comunque, nell’incertezza di una eventuale riformulazione di emendamenti specifici, chiediamo che l’articolo 35 del Dlgs.286/98 rimanga per intero nella sua attuale formulazione.

Per aderire all’appello:

www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it

Per informazioni: ufficio stampa di Medici Senza Frontiere
06 4486921 – 334 6538545

Primi firmatari
Medici senza Frontiere (MSF)
Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM)
Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI)
Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG)

30 settembre 2008

archivio normativa sanita'

Cari amici,
alla pagina http://www.simmweb.it/index.php?id=303&no_cache=1 potrete trovare l'archivio della normativa in materia sanitaria per cittadini stranieri e comunitari approntato dalla Societa' Italiana di Medicina delle Migrazioni.

Ringrazio Salvatore Geraci, che me ne ha dato segnalazione.

Cordiali saluti
sergio briguglio

21 febbraio 2008

quadro normativo aggiornato; circ. minsalute comunitari

----- Original Message -----
From: "Sergio Briguglio" <briguglio@frascati.enea.it>
To: "Recipient List Suppressed:"
Sent: Thursday, February 21, 2008 7:06 PM
Subject: quadro normativo aggiornato; circ. minsalute comunitari


Cari amici,
alla pagina di febbraio 2008 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.it/briguglio) troverete il quadro della
normativa (sinottico-normativa-15.html) aggiornato a seguito
dell'entrata in vigore del d. lgs. 17/2008 (ingresso e soggiorno di
ricercatori).

Troverete anche la circolare del Ministero della salute 19/2/2008, in
materia di assistenza sanitaria per i cittadini comunitari.

Cordiali saluti
sergio briguglio

>

14 gennaio 2007

lettera salute comunitari

Cari amici,
alla pagina di gennaio 2008 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio) troverete la versione definitiva (lett-salute-comunitari-finale.html) della lettera sull'accesso alle prestazioni sanitarie per i cittadini comunitari.


Sono state apportate alcune integrazioni al testo precedente, ma nessuna modifica sostanziale.


Le adesioni vanno inviate entro oggi, 14 gennaio, alla segreteria dell'ASGI (info@asgi.it), che inviera' la lettera ai ministri domani.


Cordiali saluti
sergio briguglio

7 gennaio 2007

Fw: lettera salute comunitari

Cari amici,
vi giro un messaggio di Elena Rozzi. Il testo della lettera di cui si parla e' alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/gennaio/lett-salute-comunitari.html


Per adesioni, vi prego di attenervi alle indicazioni date da Elena.


Cordiali saluti
sergio briguglio






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Care/i,
vi inviamo in allegato una lettera per chiedere al Ministro della Salute e agli altri Ministri competenti di intervenire urgentemente per risolvere il grave problema dell'accesso alle cure essenziali per i cittadini comunitari non iscritti al Servizio Sanitario Nazionale (aggravatosi con la scadenza, al 31 dicembre, della proroga dei codici STP) e il problema della mancata previsione del diritto di iscrizione al SSN per alcune categorie di cittadini comunitari (tra cui alcune categorie particolarmente meritevoli di tutela come i minori).
La lettera è frutto del lavoro di un gruppo costituito da Giulia Perin, Sergio Briguglio, Francesca Nicodemi, Marco Paggi e la sottoscritta.

Se condividete la lettera, vi preghiamo di farci avere l'adesione della vostra associazione/organizzazione entro lunedì 14 gennaio, inviando l'adesione alla Segreteria dell'ASGI: info@asgi.it
Vi preghiamo inoltre di farci avere eventuali proposte di modifica o integrazione entro mercoledì 9 gennaio, inviandole a elena.rozzi@gmail.com (se arriveranno proposte in tal senso, invieremo a tutti entro il 10 gennaio la versione finale con le revisioni evidenziate).
Vi preghiamo infine di girare la lettera a chiunque riteniate opportuno.

Grazie e a presto,
Elena

20 maggio 2004

circolare minsalute neo-comunitari

Cari amici,
alla pagina di maggio 2004 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.com/briguglio) troverete la circolare
del Ministero della salute sull'assistenza sanitaria per i
neo-comunitari.

Ringrazio Salvatore Geraci, che me l'ha inviata.

Salute a tutti
sergio briguglio

22 luglio 2003

san gallicano 3

Cari amici,

ricevo da Aldo Morrone il messaggio riportato qui sotto.

Sono certo - avendo grande stima dell'intelligenza e della
generosita' dei protagonisti di questa vicenda - che le buone notizie
auspicate ci saranno.

Cordiali saluti
sergio briguglio


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Caro Sergio,

ti ringrazio molto per la lettera che hai voluto gentilmente inviarci. Come
ben sai il nostro lavoro si volge ormai da più di vent'anni, in condizioni
sempre difficili.
L'impegno clinico e scientifico a favore degli immigrati clandestini,
zingari, richiedenti asilo politico, vittime di tortura, persone senza
fissa dimora, malati di mente, ex-detenuti e prostitute, all'interno delle
strutture pubbliche non è mai stato particolarmente gradito. La nostra
stessa amministrazione ci percepisce più come un problema che come una
risorsa, eppure solo un anno fa l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha
riconosciuto la nostra struttura come centro di eccellenza mondiale.
Riguardo agli ultimi avvenimenti, nessun primario dell'ospedale conosce il
contenuto dell'accordo fra il ministero della Salute, la Comunità di
Sant'Egidio e gli IFO, che è la nostra amministrazione. Ci è stato solo
consentito di vedere planimetrie che ridistribuiscono gli spazi all'interno
dell'Istituto. Secondo quel documento non sono più a nostra disposizione
gli spazi in cui svolgiamo attività di accoglienza, di mediazione culturale
e di informazione per gli immigrati.
È una grave perdita per noi perché senza quegli spazi saremo costretti a
sospendere questa attività.
Ma sono fiducioso e spero che grazie alla sensibilità della Comunità di
Sant'Egidio e delle Istituzioni coinvolte nell'accordo (Regione Lazio e
Ministero della Salute) si possa continuare ad utilizzare quegli spazi e
soprattutto si possa davvero parlare di rilancio dell'Ospedale San
Gallicano, troppe volte annunciato, ma ancora mai realizzato.
Spero di avere buone notizie nelle prossime settimane da comunicare a te e
agli amici, nel frattempo ti saluto caramente

Aldo Morrone

MD Aldo Morrone
_____________________
Director of Department of Preventive Medicine of Migration,
Tourism and Tropical Dermatology
San Gallicano Institute - IRCCS, Roma
Via di San Gallicano 25/a
00153 Roma, Italy

16 luglio 2003

san gallicano 2


Cari amici,
ricevo e diffondo, con molto piacere, questo messaggio di Mario Marazziti, della Comunita' di Sant'Egidio.

Cordiali saluti
sergio briguglio


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Caro Sergio,
ho visto poco fa la tua email a proposito del San Gallicano.
Da qualche giorno sento in giro fibrillazioni che non hanno molto fondamento nella realtà, e penso che qualche eco debba essere arrivata anche a te, per questo la tua email, comunque bella e carica di stima.
L'accordo che è stato fatto prevede in ogni caso più spazio ( e non meno) per le attività che fanno capo all'IFO, nelle quali è inserito il progetto (anzi i progetti) cui ti riferisci a favore degli immigrati.
Non solo: grazie a questo accordo, definitivamente e non solo eccezionalmente queste attività vengono ufficialmente ancorate al luogo San Gallicano (che ci siano sempre state forze che questo non vogliono e non volevano affato penso non possa non esserti noto: certo la Comunità di Sant'Egidio, in questo modo, ha lavorato a favore del fatto che tali attività si stabilizzino e non che vengano ridotte o spostate).
I servizi a favore degli immigrati cresceranno: all'interno dell'IFO se chi ne è in carico lo vorrà, e senz'altro perché la Comunità di Sant'Egidio stessa si farà carico di altri servizi, in aggiunta.
Pertanto, se vorremo dare ancora più forza a quanto già si fa, sarà bene che tutti aiutiamo a ridurre la "fibrillazione" (anche perché chi non ama la solidarietà in genere utilizza tutto).
Un abbraccio
e grazie,
Mario Marazziti

san gallicano


Cari amici,
apprendo che domani, 17 luglio, i locali dell'ospedale San Gallicano di Roma saranno dati in comodato, per un periodo di trent'anni, alla Comunita' di Sant'Egidio.

Non ho dubbi sul fatto che la Comunita' di Sant'Egidio sapra' farne buon uso.

Mi auguro anche - ma e' un augurio che preferirebbe trasformarsi in una assoluta certezza... - che non siano interrotte ne' danneggiate in alcun modo le attivita' di qualita' eccezionale che attualmente vengono effettuate in quei locali.

Mi riferisco ovviamente al lavoro svolto da internisti, infettivologi, pediatri, dentisti, oculisti, ginecologi, dermatologi, etc., a vantaggio degli immigrati.

Ma mi riferisco anche al servizio prestato da decine e decine di mediatori culturali sia presso lo sportello sociosanitario (di orientamento verso i servizi presenti nel territorio), sia, piu' di recente, presso lo sportello dell'UTG.

Cordiali saluti
sergio briguglio

15 luglio 2003

novita'

Cari amici,

riprendo dopo un'interruzione di una decina di giorni dovuta ad
assenze per lavoro.

Alla pagina di luglio 2003 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/) troverete, tra le altre
cose,

a) la newsletter di Elena Rozzi, di save the Children, sui minori
stranieri, in cui viene segnalata la sentenza 198/03 della Corte
Costituzionale, che pone e basi per un'estensione della possibilita'
di stabilizzazione per studio o lavoro al compimento della maggiore
eta';

b) diverse sentenze (Cassazione e tribunali amministrativi regionali)
relative a ricorsi contro provvedimenti di diniego di rinnovo del
permesso di soggiorno;

c) una sentenza del Tar Emilia Romagna con cui si accoglie un ricorso
contro il diniego di regolarizzazione, e si stabilisce che il
legislatore ha posto, come requisito della regolarizzazione, lo
svolgimento di attivita' lavorativa nel corso dei tre mesi precedenti
l'entrata in vigore della Bossi-Fini, non gia' lo svolgimento
ininterrotto per tutto il periodo;

d) il piano sanitario nazionale, approvato con DPR 23-5-03, che
include un capitolo (il sesto) sulla salute degli immigrati (all. 2);

e) il programma del meeting di Cecina, attualmente in corso.

Ringrazio tutti coloro che hanno messo a disposizione il materiale.

Cordiali saluti
sergio briguglio

27 maggio 2003

proposta naga direttiva su assistenza sanitaria

Cari amici,
ricevo e diffondo il seguente messaggio di Pierfranco Olivani.

Potrete trovare i documenti di cui si parla alla pagina di maggio
2003 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/).

Cordiali saluti
sergio briguglio

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Subject: Proposta di Direttiva europea per il diritto alla salute per
ogni individuo presente sul territorio dell'Unione.
Status:

Caro Sergio,
NAGA di Milano, Area Sanitaria Caritas e Oikos di Bergamo, con il
patrocinio della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, hanno
creato un comitato per fare approvare all'Unione Europea una
direttiva volta all'affermazione del diritto alla salute per ogni
individuo presente sul territorio dell'Unione (sul modello della
Legge già in vigore in Italia).
Stiamo raccogliendo l'adesione delle Associazioni socio-sanitarie in
primis e anche di Enti ed Associazioni comunque interessati.
Ti chiediamo, se ti è possibile, di diffondere il messaggio.
Grazie e a presto.
Pierfranco Olivani