5 febbraio 2009

soppressione del divieto di segnalazione

Cari amici,
l'emendamento che sopprime il divieto di segnalazione del clandestino che ricorra alla struttura sanitaria e' stato approvato dal Senato.


Riporto qui sotto il resoconto stenografico del dibattito su questo punto.


Si legga l'intervento del Sen. Tomassini per apprezzare quali effetti possa provocare una dieta permanentemente povera di fosforo.


Non posso che condividere in pieno il parere espresso da Mariapia Garavaglia subito dopo la votazione.


Saluti
sergio briguglio




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Passiamo alla votazione dell'emendamento 39.306.

PROCACCI (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PROCACCI (PD). Signor Presidente, desidero intervenire sull'ordine dei lavori, perché la dichiarazione di voto su questo emendamento la farà il senatore Bosone.
Vorrei appellarmi alla sua disponibilità all'ascolto per chiedere il voce segreto su questo emendamento. Il comma 4 dell'articolo 113 del Regolamento del Senato prevede che l'articolo 32 della Costituzione sia fra quelli che possano consentire a venti senatori di richiedere il voto segreto. Adesso il Segretario generale le dirà che questo caso riguarda invece il secondo comma del suddetto articolo, non è vero? L'avevo capito, infatti.
Faccio appello, però, all'ultimo capoverso del secondo comma dell'articolo 32 della Costituzione, che lei sicuramente manda a memoria, ma che io mi permetto di rileggere brevemente: «La legge non può in nessuno caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Lei comprende bene che si tratta, di fatto, di negare le cure ad alcuni immigrati che potrebbero temere una denunzia da parte del medico. (Applausi del senatore Perduca).
Mi appello pertanto alla sua saggezza istituzionale per consentire il voto segreto. Guardi, signor Presidente, non è per una possibile imboscata, ma per consentire a quest'Aula di esprimersi sulla questione così delicata in pienezza di libertà di coscienza. (Applausi dal Gruppo PD).

PRESIDENTE. Senatore Procacci, ho ascoltato con attenzione il suo intervento. È stato da tempo distribuito ai Gruppi, come saprà, l'elenco degli emendamenti che sarebbero stati ammessi dalla Presidenza al voto segreto.
Tra questi non vi è l'emendamento 39.306, perché - come ha anticipato lei - la richiesta di voto segreto è ammissibile, secondo il nostro Regolamento, solo per la seconda parte dell'articolo 32.
Lei si richiama al rispetto della persona umana, perché sembrerebbe dal suo intervento che questo emendamento tocchi un aspetto relativo al rispetto per la persona umana. Queste sono valutazioni che sfuggono alla Presidenza, per il semplice motivo che è opinabile. Non sta alla Presidenza valutare se questa norma rispetti o meno la persona umana, perché così facendo anche altre norme e proposte emendative che possano riguardare i diritti della persona, la capacità giuridica o di agire, toccherebbero i diritti e il rispetto della persona umana.
Quindi, così come avevamo anticipato, se questo emendamento violasse, inibisse o impedisse la possibilità di accedere al sistema sanitario nazionale, in capo a qualunque soggetto che dovesse transitare nel nostro territorio, certamente creerebbe una limitazione e un mancato rispetto della persona umana. Ma questa norma non impedisce all'immigrato straniero di accedere al Servizio sanitario nazionale.
Ecco perché questa Presidenza, pur con il massimo degli sforzi, non può ammettere il voto segreto.

BOSONE (PD). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOSONE (PD). Signor Presidente, mi dispiace per l'interpretazione che viene fornita, perché se c'è un articolo che tocca la dignità e il rispetto dell'uomo è proprio questo, a meno che non consideriamo che ci siano delle persone di serie A e altre di serie B. (Applausi dai Gruppi PD e UDC-SVP-Aut). Penso che questo sia comunque inaccettabile e bisogna assumersene la responsabilità.
Infatti, ci troviamo di fronte ad un emendamento che è forse tra i più controversi di questa legge e, in particolar modo, tra quelli riferiti all'articolo 39. È un emendamento proposto dalla Lega Nord che è controverso non solo in ambito politico, ma anche nella società, e ha visto schierarsi in modo assolutamente contrario tutta la Federazione nazionale dell'ordine dei medici e dei chirurghi, proprio perché lede la dignità dell'uomo e la dignità professionale del medico e cozza con la deontologia medica. (Applausi dai Gruppi PD e UDC-SVP-Aut e del senatore De Toni). D'altra parte, l'emendamento 39.306 ha visto schierarsi contro associazioni umanitarie di ogni tendenza culturale, cattoliche e non cattoliche, perché è chiaro che qui si creano le condizioni evidenti dell'abbandono di una parte dell'umanità che approda clandestinamente nel nostro Paese, ma non per questo deve essere trattata come degli oggetti da posizionare, dimenticare o scotomizzare all'interno del nostro contesto sociale.

Capisco che la Lega Nord, essendo un Gruppo prevalentemente ideologico, agisca suscitando emozioni nel Paese, ma non è detto che le implicazioni pratiche di queste emozioni le debbano sopportare tutti, perché talvolta la politica che procede suscitando emozioni provoca molti danni nell'applicazione pratica. Penso che ci troviamo in questa fattispecie.
Sappiamo che l'emendamento 39.306 della Lega Nord vuole sopprimere il comma 5 dell'articolo 35 del decreto legislativo n. 286 del 1998 che sollevava il medico dall'obbligo di denuncia del paziente immigrato illegale, eccetto nei casi in cui era previsto l'obbligo di referto. Ciò crea una situazione - badate - di incredibile incertezza, perché chiaramente l'immigrato clandestino non si rivolgerà più al pronto soccorso (perché non saprà se sarà denunciato o meno) e, tra l'altro, questo pone anche il medico in una condizione di estremo imbarazzo, nel momento in cui si troverà di fronte un paziente che ha commesso un reato. È una situazione assolutamente imbarazzante da tutti i punti di vista.
Inoltre, la soppressione del comma di questo articolo cozza oltretutto chiaramente anche con il secondo comma dell'articolo 365 del codice penale che tutela al massimo l'assistito anche se ha commesso reato. Siamo in aperta contraddizione con il codice penale e per di più anche con la Costituzione. È stato ricordato che l'articolo 32 della Costituzione garantisce l'universalità delle cure. Un sistema sanitario come il nostro affonda le sue radici nell'articolo 32 della Costituzione: le cure devono essere solidali, garantite a tutti i cittadini, in qualsiasi condizione essi si trovino. Altro che incostituzionalità, qui siamo veramente contro i principi di umanità, oltre che di costituzionalità.
Per quanto riguarda poi il problema deontologico cui ho accennato, secondo il codice di Ippocrate il medico - ed io sono un medico - deve garantire la cura a tutti i pazienti e i cittadini che a lui si presentano, non deve discriminare un cittadino di un tipo rispetto ad un altro. Dobbiamo, insomma, garantire la cura.
Oltretutto si rischierebbe di trasformare il medico zelante in una specie di medico delatore. Ecco, questa è una delle critiche che il Collegio dei medici ha portato avanti rispetto a questo articolo.
Ma al di là del codice penale, della Costituzione, del codice deontologico, questo emendamento cozza proprio con il buon senso, colleghi. Rivolgo davvero un appello a tutti , anche ai colleghi della Lega che, al di là delle posizioni ideologiche - li conosco - sono persone di buon senso, pratiche. Rischiamo di creare una sanità parallela, illegale ma questo è evidente a tutti: nel momento in cui un immigrato ha paura a rivolgersi al pronto soccorso o alla medicina ufficiale si creerà una medicina illegale, una medicina che determinerà una nuova forma di criminalità ed illegalità nel nostro Paese. (Applausi dai Gruppi PD, IdV e UDC-SVP-Aut). Altro che sicurezza, colleghi. Avremo gli egiziani che andranno dal medico egiziano, sappiamo che si determineranno situazioni di questo tipo che già parzialmente esistono. Vogliamo incentivarle? E facciamo un decreto sulla sicurezza?
Per non parlare dei problemi di profilassi igienico-sanitaria. Noi poniamo fuori dal sistema sanitario una gruppo di persone che potrebbero essere potenzialmente a rischio, ma non a rischio per se stessi ma per tutta la popolazione. Esiste un problema di igiene e profilassi nel nostro Paese e lo dobbiamo considerare, colleghi. (Applausi dal Gruppo PD).
Insomma, penso che questo emendamento tocchi aspetti molto delicati che riguardano le persone e, in particolare, le persone e il loro diritto alla cura ed una materia così sensibile avrebbe sicuramente meritato, signor Presidente, il voto segreto.
Noi voteremo contro, ma facciamo davvero appello alla sensibilità dei colleghi, alla sensibilità umana ma anche al loro senso di responsabilità pratico rispetto al Paese perché questo emendamento venga ritirato colleghi della Lega oppure ci sia un voto contrario perché è chiaramente un emendamento disumano e contrario al buon senso.

Cari colleghi, non facciamo pagare a questo Paese lo scotto di un populismo fine a se stesso: qui non può esistere, perché stiamo parlando non di ideologia ma del bene del Paese. (Vivi, prolungati applausi dai Gruppi PD e IdV. Congratulazioni).

TOMASSINI (PdL). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOMASSINI (PdL). Onorevole Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, onorevoli colleghi, intendo fare una dichiarazione di voto perché ho sentito molti interventi e molte dichiarazioni fuorvianti su questo tema che si sono riferite a precedenti formulazioni, che qualche volta sono apparse nella stampa, ma che non sono l'oggetto dell'emendamento che noi ci accingiamo a votare.
In questo emendamento non è in discussione il diritto di cura, il diritto alla salute e le relative tutele che sono sancite dall'articolo 32 della nostra Costituzione... (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).

MARITATI (PD). Che ipocrisia!

TOMASSINI (PdL). ...ribadite nel nostro Servizio sanitario nazionale (che rimane solidaristico e universalitistico) e contenute nel codice deontologico di Ippocrate (e che sicuramente nell'ambito di questo emendamento non attengono neanche all'esenzione di referto, così come previsto e nei casi previsti di chi è sottoposto ad azione penale) che fanno parte non solo - ovviamente - delle regole, ma soprattutto, nel mio intimo, della mia essenza di medico.
Qui è in discussione il divieto di denuncia, che è altra cosa. Voglio ricordare che l'obbligo di denuncia è stato in vigore fino al 1999 ed è stato eliminato, con l'assoluta contrarietà di tutti quelli che adesso fanno parte del Popolo della Libertà, perché allora vi era l'assunto teorico che, così protetti, i cittadini ed i clandestini avrebbero ricevuto cure migliori. All'epoca sostenevamo e sosteniamo ancora - come d'altra parte è emerso nel precedente emendamento, testé votato, quando è intervenuta la collega Allegrini - che, viceversa, il divieto di denuncia provoca molti più problemi di salute: innanzi tutto, tale divieto espone proprio alla mancanza di cure i soggetti più deboli, visto che possono andare dal servizio sanitario nazionale come vogliono, con i neonati e le persone più deboli e meno tutelate; inoltre, caro collega Bosone, espone ad una difficoltà di continuità di cure e a gravi problemi igienico-sanitari per tutte le malattie infettive ed epidemiologicamente diffusive. (Applausi dai Gruppi PdL e LNP).
Riteniamo dunque importante eliminare il divieto di denuncia e riaffidare alla scienza e coscienza del medico la decisione. (Vivi applausi dai Gruppi PdL e LNP. Congratulazioni).

LANNUTTI (IdV). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

LANNUTTI (IdV). Signor Presidente, io non sono un medico (Commenti dai banchi del Gruppo LNP), ma faccio notare agli amici della Lega che si perde il senso della ragione. Giancarlo Galan, governatore del Veneto, in un'intervista pubblicata oggi su «la Repubblica», ha affermato: «Medici contro i clandestini? Rischio di catastrofe sanitaria». Non aggiungo altro! (Applausi dai Gruppi IdV, PD e UDC-SVP-Aut).

RIZZI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

RIZZI (LNP). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto, ma soprattutto per fare un po' di chiarezza sull'emendamento 39.306, che mi vede cofirmatario insieme al presidente Bricolo e ad altri senatori, e che noi riteniamo estremamente importante.
Ringraziando il senatore Tomassini per l'accorato intervento, vorrei rafforzare alcuni concetti contenuti nella proposta emendativa in esame. Innanzi tutto, l'emendamento 39.306 deve essere interpretato come un atto dovuto. Infatti, visto che stiamo discutendo dell'introduzione del reato di clandestinità, nel momento in cui un individuo, a maggior ragione se pubblico ufficiale, viene a conoscenza dell'esistenza di un reato, ha l'obbligo, non professionale, ma civile e civico di segnalare il reato all'autorità giudiziaria.
Mi rivolgo direttamente al senatore Bosone per sottolineare che non è logico avere l'imbarazzo - noi non ne abbiamo alcuno - del rischio di ledere alcuni diritti dell'uomo o dell'individuo. Infatti, ribadisco quanto evidenziato dal collega Tomassini perché non viene minimamente negata l'assistenza sanitaria che individualmente, come medico, ma anche come Lega Nord, interpretando il pensiero del Gruppo che rappresento, ritengo essere un diritto assoluto di ogni individuo nel nome del principio indelebile che l'individuo sofferente deve essere assistito e curato nel migliore dei modi, come normalmente avviene grazie all'opera dei nostri medici e dei nostri infermieri in tutti gli ospedali d'Italia. (Applausi dal Gruppo LNP).


MARITATI (PD). Come siete buoni!

RIZZI (LNP). Credo sia veramente doveroso sottolineare che l'emendamento in esame è finalizzato ad eliminare un vincolo che il medico ha nella propria coscienza. Come è già stato ricordato, tale vincolo è stato posto a tutela dei cittadini extracomunitari. Sono d'accordo con i senatori Bosone ed Amato quando parlano di cittadini di serie A e di serie B: ciò è assolutamente vero, ma noi vogliamo evitare che, come al solito, vengano considerati di serie A e protetti in tutti i modi possibili ed immaginabili i clandestini (Applausi dal Gruppo LNP).
Se, però, siamo noi ad andare al pronto soccorso con il sospetto di reato veniamo subito segnalati! Questa è vera e propria discriminazione e non quella che proponiamo con l'emendamento 39.306.
Del resto, non dimentichiamo che in tutta Europa, soprattutto nei Paesi più civilizzati ed avanzati a cui facciamo riferimento, ad esempio la Germania e la Francia, c'è una disciplina più rigorosa. Con questo emendamento lasciamo ai medici libertà di coscienza nel decidere se segnalare o meno il reato. I medici tedeschi invece sono obbligati alla segnalazione. I medici francesi sono obbligati a non prestare le cure in ospedale ai clandestini. (Applausi dal Gruppo LNP).
Colleghi, come Lega Nord proponiamo un voto convinto per evitare la discriminazione nei nostri confronti da parte degli altri. Un emendamento che non lede minimamente il diritto alla salute, ma libera la coscienza dei medici che possono, da un lato, compiere il proprio ruolo assistenziale ma, dall'altro, possono essere considerati cittadini a tutti gli effetti, dando corso al loro senso civico e denunciando un reato in libertà di coscienza. (Applausi dai Gruppi LNP e PdL).

MARINO Ignazio (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Su cosa, senatore Marino?

MARINO Ignazio (PD). Vorrei intervenire dopo quello che ha detto il senatore Rizzi.

PRESIDENTE. No, senatore Marino, è già intervenuto il senatore Bosone in dichiarazione di voto per il suo Gruppo.

INCOSTANTE (PD). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

INCOSTANTE (PD). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore Segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dalla senatrice Incostante, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.
(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 39.306, presentato dal senatore Bricolo e da altri senatori.
Dichiaro aperta la votazione.
(Segue la votazione).

Il Senato approva. (v. Allegato B).

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 733

GARAVAGLIA Mariapia (PD). Mi viene da piangere vedendo che il Paese è così!

bricolo-heim

Cari amici,
vi giro un messaggio, geniale, che Gino Capponi ha inviato alla Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi E Odontoiatri.

Cordiali saluti
sergio briguglio


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Da: Capponi Gino
Inviato: giovedì 5 febbraio 2009 14.00
A: 'segreteria@fnomceo.it'
Oggetto: Emendamento 39.306.
Spettabile Ordine,
credo che possiate prendere una posizione chiara ed ufficiale in merito a ciò che è stato approvato oggi in Senato.
Anche perché l'ultimo medico che poteva rispettare la legge appena approvata è morto ieri:
Cordiali saluti, Gino Capponi

4 febbraio 2009

lavori del senato

Cari amici,
il Senato ha approvato ieri la legge di ratifica del Trattato con la Libia.

Il prosieguo dell'esame del ddl sicurezza (a.s. 733) e' stato rinviato ad oggi.

Temo che, per quanto riguarda il Senato, la battaglia sia persa (l'unica cosa che posso sperare e' che venga ritirato l'emendamento che sopprime il divieto di segnalazione del clandestino da parte della struttura sanitaria).

Penso pero', con l'ottimismo che solo gli idioti riescono a conservare, che la partita non sia chiusa e che ci si debba mobilitare, in vista dell'esame alla Camera, per sfruttare il dissenso di parte della maggioranza rispetto alla linea di pensiero (scusate l'iperbole) Bricolo-Maroni.

Cordiali saluti
sergio briguglio

3 febbraio 2009

a.s. 733; maroni

Cari amici,
oggi dovrebbe riprendere, al Senato, l'esame del ddl sicurezza (a.s. 733).

Ieri c'e' stata una fiaccolata, davanti a Montecitorio, organizzata da MSF, SIMM, ASGI e OISG, contro l'emendamento della Lega che punta a sopprimere il divieto di segnalazione alle autorita' di pubblica sicurezza del clandestino che si rivolga alla struttura sanitaria.

Ricordo, per chi si sia avvicinato da poco al tema, che il divieto fu introdotto con l'art. 13 del decreto-legge 489/1995, adottato dal Governo Dini su precisa richiesta della Lega (la Lega anzi condiziono' il suo voto di fiducia all'emanazione di quel decreto).

L'emendamento sara' esaminato dal Senato in questi giorni.

E' uno degli aspetti piu' gravi del ddl, ma certo non soffre di solitudine. Riporto qui sotto alcuni degli aspetti piu' inquietanti (in ordine sparso):

1) Obbligo di verifica delle condizioni igienico sanitarie dell'alloggio, ai fini dell'iscrizione anagrafica

2) Obbligo di dimostrazione di idoneita' abitativa ai fini del ricongiungimento, e cancellazione del silenzio-assenso ai fini del rilascio del nulla-osta (se lo Sportello unico ritarda, il diritto all'unita' familiare aspetta il suo turno...)

3) Divieto di celebrazione del matrimonio in Italia per la persona straniera irregolarmente presente (e per quella italiana che intenda sposarla... Vorrei tanto che la Chiesa Cattolica, su questo punto, scendesse in piazza!)

4) Introduzione della patente di interazione a punti: esaurito il bonus, lo straniero e' espulso

5) Tassa per rilascio e rinnovo di ogni permesso di soggiorno

6) Test di conoscenza dell'italiano per il rilascio di carta di soggiorno

7) Necessita' di esibizione del permesso di soggiorno per gli atti di stato civile (es.: riconoscimento del figlio. Anche su questo vorrei una rivolta della Chiesa Cattolica)

8) Prolungamento fino a 18 mesi della detenzione per lo straniero da espellere (non parliamo qui dello straniero condannato per stupro, ma della micidiale badante sorpresa dalla polizia mentre va a fare la spesa)

9) Ostativita' al soggiorno anche di condanne non definitive

10) Possibilita', per l'ente locale, di avvalersi di associazioni di cittadini per il presidio del territorio (il comune di Nettuno e' gia' in trattative con alcune associazioni giovanili)


Ieri, Maroni, dopo aver assicurato che i fatti di Nettuno nulla hanno a che spartire col razzismo, ha chiarito che tutto si sistemera' con l'uso di un po' piu' di cattiveria nei confronti dei clandestini.

Non posso che prendere a prestito le parole di un genio (Claudio Gatti), scritte per chiosare altro intervento del Ministro, ma sempre attuali:

"Il Ministro Maroni ha denunciato un orribile traffico di organi in Italia. La cosa peggiore e' che i coglioni non li vogliono, e li lasciano tutti a noi."

Cordiali saluti
sergio briguglio

28 gennaio 2009

appello emendamento sanita'; bonus bebe' brescia

Cari amici,

1) oggi alle 11.30, all'Hotel Nazionale, in Piazza Montecitorio, a Roma, MSF, SIMM, ASGI e FNCO presentano un appello ai senatori perche' respingano l'emendamento al ddl sicurezza che sopprime il divieto di segnalazione del clandestino che ricorre a prestazioni sanitarie.

2) il Tribunale di Brescia, accogliendo un ricorso presentato da alcuni cittadini stranieri e dall'ASGI, ha ordinato al Comune di Brescia di corrispondere il "bonus bebe'" anche ai figi di genitori stranieri, in origine esclusi dal godimento della prestazione.

La sentenza e' alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/gennaio/ord-trib-bs-bonus-bebe'.pdf

Ne da' notizia anche l'ANSA:

FAMIGLIE: TRIBUNALE LAVORO BRESCIA 'BOCCIA BONUS BEBE
(ANSA) - BRESCIA, 27 GEN

Un caso evidente di ANSA da prestazione...

Cordiali saluti
sergio briguglio

27 gennaio 2009

Campagna "DIVIETO DI SEGNALAZIONE".

Cari amici,
vi giro il messaggio inviatomi da MSF. Contiene un appello contro l'emendamento al ddl sicurezza che sopprime il divieto di segnalazione dell'irregolare che ricorre a prestazioni sanitarie.


La ripresa del dibattito in Senato sul ddl sicurezza (A.S. 733) e' prevista per la prossima settimana.


Cordiali saluti
sergio briguglio


n.b.: le adesioni all'appello non vanno mandate a me, ma all'indirizzo ombretta.scattoni@rome.msf.org













Cari e care,
MSF, SIMM, ASGI e OISG promuovono la campagna "DIVIETO DI SEGNALAZIONE. SIAMO MEDICI E INFERMIERI, NON SIAMO SPIE" contro l'emendamento al ddl 733 che vuole sopprimere il divieto di segnalazione degli immigrati privi di permesso di soggiono che si rivolgono alle strutture sanitarie.
La campagna prevede:
- conferenza stampa mercoledì 28 gennaio alle 11.30 presso l'Hotel Nazionale a Roma, sala Cristallo. (Di seguito trovate l'invito alla conferenza stampa, siete iperbenvenuti);
- appello a cui chiediamo di aderire. (di seguito trovate il testo dell'appello). Vi chiedo di non pubblicare il testo dell'appello su siti o altro sino alle 12 di mercoledì 28 gennaio, quando sarà presentato in conferenza stampa con l'elenco dei primi firmatari. Fino alla mattina di mercoledì 28 gennaio vi prego d'inviare le adesioni all'indirizzo mail: ombretta.scattoni@rome.msf.org. Dopo verrà attivato anche il sito www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it
- fiaccolata di fronte Montecitorio martedì 2 febbraio dalle 17.30 alle 20.00. Più siamo meglio stiamo!
Chiedo scusa a chi avesse già ricevuto questa comunicazione.

Un caro saluto
Rolando
Rolando Magnano
MSF Italy MIssion
Office number 0039+06/44703872
Cell number 0039+329/9636533






COMUNICATO STAMPA

DIVIETO DI SEGNALAZIONE - SIAMO MEDICI E INFERMIERI, NON SIAMO SPIE

MSF, ASGI, SIMM e OISG lanciano un appello alla società civile per chiedere ai Senatori di respingere l’emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria

FIACCOLATA DAVANTI A MONTECITORIO IL 2 FEBBRAIO DALLE 17.30 alle 20.00

Roma, 28 gennaio 2009 – Il 3 febbraio prossimo il Senato voterà un emendamento volto a sopprimere il principio di “non segnalazione” alle autorità per il migrante irregolare che si rivolge ad una struttura sanitaria. Medici Senza Frontiere (MSF), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM), Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI), Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) hanno lanciato oggi un appello alla società civile per chiedere ai Senatori di non abrogare il suddetto principio.

MSF, SIMM, ASGI e OISG hanno inoltre annunciato una fiaccolata della società civile il 2 febbraio davanti a Montecitorio (tra Piazza della Colonna Antonina e l’obelisco) dalle 17.30 alle 20.00 al quale sono invitati a partecipare operatori sanitari, organizzazioni non governative, rappresentanti della società civile e cittadini.


Per aderire all’appello:

www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it

Per informazioni: ufficio stampa di Medici Senza Frontiere
06 4486921 – 334 6538545



APPELLO
“DIVIETO DI SEGNALAZIONE”
SIAMO MEDICI E INFERMIERI, NON SIAMO SPIE

Le organizzazioni firmatarie esprimono preoccupazione ed allarme per le conseguenze della possibile approvazione dell’emendamento 39.306 presentato in sede di esame del DDL 733 all’Assemblea del Senato, volto a sopprimere il comma 5 dell’articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull’immigrazione) che sancisce il divieto di “segnalazione alle autorità”.

Il suddetto comma 5 attualmente prevede che “l’accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere, sia territoriali n.d.r.) da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano”.

Questa disposizione normativa è presente nell’ordinamento italiano già dal 1995, attraverso l’art. 13, proposto da una vasta area della società civile, del decreto legge n. 489/95, più volte reiterato, voluto ed approvato dal centro destra anche con i voti della Lega. La “logica” della norma non è solo quella di “aiutare/curare l’immigrato irregolare”, ma anche quella di dare piena attuazione all’art. 32 della Costituzione, in base al quale la salute è tutelata dalle istituzioni in quanto riconosciuta come diritto pieno ed incondizionato della persona in sé, senza limitazioni di alcuna natura, comprese – nello specifico – quelle derivanti dalla cittadinanza o dalla condizione giuridica dello straniero. Il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerebbe nell’immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l’accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa “marginalizzazione sanitaria” di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio, anche aumentando i fattori di rischio per la salute collettiva. Il citato obbligo di non segnalazione risulta quindi essere una disposizione fondamentale al fine di garantire la tutela del diritto costituzionale alla salute. Appare pertanto priva di significato l’ipotesi di affidare alla libera scelta del personale sanitario se procedere o meno alla segnalazione dello straniero poiché ciò, in contrasto con il principio della certezza della norma, lascerebbe al mero arbitrio dei singoli l’applicazione di principi normativi di portata fondamentale.

La cancellazione di questo comma vanificherebbe inoltre un’impostazione che nei 13 anni di applicazione ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri testimoniato, ad esempio, dalla riduzione dei tassi di Aids, dalla stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, dalla riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale ...). E tutto questo con evidente effetto sul contenimento dei costi, in quanto l’utilizzo tempestivo e appropriato dei servizi (quando non sia impedito da problemi di accessibilità) si dimostra non solo più efficace, ma anche più “efficiente” in termini di economia sanitaria.

Riteniamo pertanto inutile e dannoso il provvedimento perché:
- spingerà verso l'invisibilità una fetta di popolazione straniera che in tal modo sfuggirà ad ogni tutela sanitaria;
- incentiverà la nascita e la diffusione di percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie “parallele”, al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica (gravidanze non tutelate, rischio di aborti clandestini, minori non assistiti, ...);
- creerà condizioni di salute particolarmente gravi poiché gli stranieri non accederanno ai servizi se non in situazioni di urgenza indifferibile;
- avrà ripercussioni sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili, a causa dei ritardi negli interventi e della probabile irreperibilità dei destinatari di interventi di prevenzione;
- produrrà un significativo aumento dei costi, in quanto comunque le prestazioni di pronto soccorso dovranno essere garantite e, in ragione dei mancati interventi precedenti di terapia e di profilassi, le condizioni di arrivo presso tali strutture saranno verosimilmente più gravi e necessiteranno di interventi più complessi e prolungati.

Hanno espresso posizioni analoghe gli Ordini ed i Collegi che rappresentano, su base nazionale, le principali categorie di operatori impegnati nell’assistenza socio-sanitaria alle persone immigrate: Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (FnOMCEO), Federazione Nazionale Collegi Infermieri (IPASVI), Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche (FNCO), Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS).

Per le ragioni sopraesposte rivolgiamo un sentito appello affinché i senatori di qualunque schieramento respingano la citata proposta emendativa all'art. 35 del Dlgs.286/98 e comunque, nell’incertezza di una eventuale riformulazione di emendamenti specifici, chiediamo che l’articolo 35 del Dlgs.286/98 rimanga per intero nella sua attuale formulazione.

Per aderire all’appello:

www.divietodisegnalazione.medicisenzafrontiere.it

Per informazioni: ufficio stampa di Medici Senza Frontiere
06 4486921 – 334 6538545

Primi firmatari
Medici senza Frontiere (MSF)
Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM)
Associazione Studi Giuridici sull’Immigrazione (ASGI)
Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG)

26 gennaio 2009

sommario ddl sicurezza; la madre dei cretini; sentenza corte costituzionale

Cari amici,

1) alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/gennaio/somm-as-733-15-1-09-stran.html troverete un sommario delle principali disposizioni relative a stranieri e cittadini dell'Unione europea contenute nel ddl sicurezza (A.S. 733) nella forma fino ad oggi partorita dal Senato (testo approvato dalle Commissioni ed emendamenti approvati dall'Aula alla data del 15/1/2009).

Si tratta, ovviamente, di un documento destinato ad essere rivisto alla luce degli ulteriori emendamenti che l'Aula vorra' approvare alla ripresa dell'esame in Febbraio (sperabilmente, il febbraio del 2999).

Ho cercato di lasciare le disposizioni nell'ordine in cui appaiono nel testo del ddl, per rendere piu' semplice l'eventuale lettura di quel testo (per le norme su stranieri e comunitari, si veda http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/gennaio/testo-as-733-15-1-09-stran.html).

2) La lettura del sommario e' desolante. Anni fa, commentando una dichiarazione di un sottosegretario, qualcuno aveva osservato come la madre dei cretini facesse un uso troppo discontinuo di anticoncezionali. Come se non bastasse, sembra che da allora la signora sia incorsa in una serie di gravidanze plurigemellari. Molti dei figlioli siedono oggi a Palazzo Madama. Una prova: l'emendamento Bricolo et al. sulla "patente a punti" approvato dalle Commissioni recita, nella sua prima parte,

"Ai fini di cui al presente testo unico, si intende con integrazione quel processo finalizzato a promuovere la convivenza dei cittadini italiani e di quelli stranieri, nel rispetto dei valori sanciti dalla Costituzione italiana, impegnandosi reciprocamente a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della società."

Sono state istituite due commissioni d'inchiesta: una per stabilire da quale proposizione sia retta la modale implicita "impegnandosi reciprocamente a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della società"; l'altra per appurare come ci si impegni reciprocamente a partecipare alla vita economica, sociale e culturale della societa': ti prenoto, con la tua carta di credito, due biglietti in prima fila per il Crepuscolo degli Dei, e tu mi fai spedire a casa, contrassegno, l'intera produzione di Alberoni?.


2) Riporto in coda al messaggio quanto mi ha scritto Paolo Bonetti, che ringrazio, in risposta al quesito che avevo posto a proposito dell'effetto della sentenza della Corte Costituzionale.


Cordiali aluti
sergio briguglio



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L'importante sentenza n. 11/2009 della Corte costituzionale è una sentenza "ablativa", che cioè toglie qualcosa a norme legislative vigenti: come espressamente indica il dispositivo le due norme sono dichiarate incostituzionali "nella parte in cui escludono che la pensione di inabilità, di cui all'art. 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118 (Conversione in legge del d.l. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili), possa essere attribuita agli stranieri extracomunitari soltanto perché essi non risultano in possesso dei requisiti di reddito già stabiliti per la carta di soggiorno ed ora previsti, per effetto del d.lgs. n. 3 del 2007, per il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo"

Pertanto ciò che viene meno è il requisito che lo straniero regolarmente soggiornante inabile possa ottenere la pensione di inabilità soltanto qualora sia titolare della carta di soggiorno/permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo. Pertanto dal giorno successivo alla pubblicazione della sentenza della Corte tale pensione sarà erogabile a tutti gli stranieri inabili al lavoro regolarmente soggiornanti, indipendentemente dal tipo di titolo di soggiorno di cui sono titolari.

Paolo Bonetti"

23 gennaio 2009

sentenza della corte costituzionale; ddl sicurezza

Cari amici,
alla pagina di Gennaio 2009 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio) troverete

1) la Sentenza della Corte Costituzionale n. 11/2009 (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/gennaio/sent-corte-cost-11-2009.html), con cui si dichiara l'illegittimita' costituzionale dell'art. 80, co. 19, L. 388/2000, e dell'art. 9, co. 1, D. Lgs. 286/1998, nella parte in cui escludono che la pensione di inabilita' possa essere attribuita agli stranieri soltanto perche' essi non risultano in possesso dei requisiti di reddito stabiliti per la carta di soggiorno.

Vi ricordo che con Sentenza n. 306/2008, analoga illegittimita' era stata dichiarata con riferimento all'esclusione dal godimento dell'indennita' di accompagnamento.

In attesa che la Corte Costituzionale faccia giustizia delle porcherie, in materia di immigrazione, introdotte dal Centrodestra, ci consoliamo con la caducazione delle porcherie fatte dal Centrosinistra...

Saro' grato a chi, piu' esperto di me, mi dara' delucidazioni sull'effetto concreto di queste due sentenze (in mancanza di un intervento legislativo o di disposizioni amministrative che le recepiscano). In altri termini, essendo stata dichiarata l'illegittimita' costituzionale del combinato disposto di due disposizioni, se ne ricava che

a) la carta di soggiorno (permesso CE per soggiornanti di lungo periodo) e' rilasciata anche in mancanza del requisito di reddito quando la persona sia invalida?

ovvero che

b) che la misura assistenziale e' attribuita allo straniero invalido anche in mancanza di carta di soggiorno?



2) un documento (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/gennaio/testo-as-733-15-1-stran.html) contenente le sole disposizioni del ddl sicurezza (A.S. 733) relative agli stranieri; il riferimento e' alla versione attualmente "approvata" dal Senato (testo approvato dalle Commissioni, come emendato dai lavori dell'Assemblea fino al 15/1/2009).

L'esame del ddl sicurezza dovrebbe riprendere in Febbraio.


Cordiali saluti
sergio briguglio

19 gennaio 2009

testo a.s. 733

Cari amici,
alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/gennaio/testo-as-733-15-1-09.html potrete trovare il testo (ufficioso) del ddl sicurezza (A.S. 733) coordinato con gli emendamenti approvati fino ad oggi dalle commissioni e dall'Assemblea del Senato.

Cordiali saluti
sergio briguglio

p.s.: negli scorsi giorni, il server ha rispedito, motu proprio, gli ultimi messaggi che vi avevo mandato. Non so se per eccesso di zelo o per sottovalutazione delle vostre capacita' di comprensione. Spero che la cosa non si ripeta...

15 gennaio 2009

emendamenti a.s. 733

Cari amici,
alla pagina http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2009/gennaio/emend-as733-14-1-09.html potrete trovare il testo degli emendamenti approvati ieri in Senato nel corso dell'esame del ddl sicurezza (A.S. 733). Gli emendamenti si riferiscono al testo approvato dalle commissioni (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2008/novembre/as-733-a.html).

Oltre a quanto e' stato discusso in questi giorni dai mass-media (bravi Gnesotto/Migrantes, Lagamba/UGL e Bonanni/CISL!), segnalo come

1) con due emendamenti del Governo si sia risolto un conflitto con la Commissione europea in relazione alla applicabilita' ai cittadini comunitari delle disposizioni sull'aggravante di irregolarita' e dell'espulsione quale misura di sicurezza;

2) con altro emendamento del Governo sia stato modificato (lievemente - mi sembra) l'art. 35 D. Lgs. 25/2008 in materia di procedure per l'asilo.

L'esame degli emendamenti prosegue.

Raccomando la protesta (preventiva!) contro emendamenti che sopprimano l'attuale divieto di segnalazione del clandestino che ricorra alle strutture sanitarie. Ne va della serieta' di questo paese e della salute di tutti noi.

Cordiali saluti
sergio briguglio