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14 febbraio 2008

d. lgs. 17/2008


Cari amici,
alla pagina di Febbraio 2008 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.it/briguglio) troverete, tra le altre
cose, il testo del d. lgs. 17/2008 su ingresso e soggiorno per motivi
di ricerca scientifica, e un sommario delle principali disposizioni
contenute nello stesso decreto (somm-d-lgs-17-2008.html).

Il decreto legislativo entra in vigore il 21 Febbraio, ma richiede,
per la sua applicazione l'emanazione di un decreto del Ministro
dell'universita' e della ricerca scientifica. Mi auguro che questo
decreto, dai contenuti piuttosto semplici, sia emanato al piu' presto.

Cordiali saluti
sergio briguglio

12 aprile 2007

L'autosponsorizzazione, Frattini e il bidet: lettera aperta ad Amato e Ferrero

Cari Ministri,
dal giorno in cui e' stata resa pubblica la bozza di disegno di legge delega in materia di immigrazione, abbiamo assistito ad attacchi sistematici contro l'istituto della sponsorizzazione e, piu' ancora, contro la cosiddetta autosponsorizzazione. Tra i critici piu' accesi, alcuni esponenti del mondo imprenditoriale e il Vicepresidente della Commissione europea Frattini.
Non ho modo di interloquire direttamente ne' con gli imprenditori, ne' con Frattini. Affido allora a voi alcune domande per questi autorevolissimi critici: le loro risposte ci consentirebbero di capire se dietro le critiche vi siano, o meno, argomenti di un qualche spessore.


1) Dal 2004 a oggi hanno fatto ingresso nell'Unione europea dodici nuovi Stati membri. Molti di questi Stati (es.: Polonia e Romania) erano e continuano ad essere tra i principali paesi di origine dell'immigrazione in Italia. I lavoratori di quei paesi possono, come tutti gli altri lavoratori europei, soggiornare in Italia per cercare lavoro senza dover rispettare alcun limite numerico. Nella maggior parte dei casi lo fanno autosponsorizzandosi - dimostrando cioe' di avere mezzi sufficienti per non rappresentare un onere per l'assistenza pubblica. Se l'Italia ostacolasse questi lavoratori, Frattini in persona scriverebbe al nostro ministro degli affari esteri per sollecitare una immediata rimozione degli ostacoli. E il Sole 24 Ore - presumo - ne darebbe compiaciuta notizia.

Se l'istituto dell'autosponsorizzazione, usato a piacimento dai lavoratori di questi paesi (fino a ieri extracomunitari), non desta preoccupazione, perche' preoccupa la prospettiva che possa essere utilizzato, nei limiti numerici stabiliti dal Governo, anche per gli stranieri? Status giuridico a parte, un moldavo differisce forse in modo intollerabile da un rumeno?


2) Nell'ambito dell'ultimo decreto-flussi sono state presentate 520.000 domande. Tutti sappiamo che si tratta di domande presentate da stranieri gia' inseriti nel nostro mercato del lavoro, per lo piu' grazie a un prolungamento illegale di un soggiorno originariamente legale per turismo.

Il fatto che, in futuro, situazioni analoghe possano configurarsi fin dall'inizio, alla luce del sole, come ingressi di sponsorizzati o di autosponsorizzati piuttosto che spacciarsi per ingressi per turismo rappresenta una minaccia per la nostra societa'?

Il fatto che a sponsorizzati e autosponsorizzati possano essere, senza eccessiva difficolta', rilevate le impronte digitali PRIMA dell'ingresso, diversamente da quanto avviene nel caso dei turisti (cui le impronte non vengono proprio rilevate) non renderebbe forse inutile il ricorso alla distruzione dei documenti di viaggio da parte di chi voglia illegalmente cautelarsi dal rischio di espulsione?


3) Si obietta che la richiesta, ai fini dell'ingresso per autosponsorizzazione, di dimostrare la disponibilita' di un certo ammontare di risorse indurrebbe gli aspiranti autosponsorizzati a mettersi nelle mani degli strozzini.

La disponibilita' di risorse per il proprio sostentamento nella fase di ricerca di lavoro non e' stata forse necessaria, nei fatti, anche per i 520.000 overstayers del 2006? Che questa disponibilita' provenisse da investimenti propri o della propria famiglia ovvero dal ricorso agli strozzini e' questione difficile da dirimere; ma e' credibile che la percentuale di ricorso agli strozzini sarebbe risultata maggiore se invece dell'overstaying i 520.000, o parte di loro, avessero potuto fare ingresso per autosponsorizzazione?


4) Le associazioni imprenditoriali sono certamente in grado di curare al meglio gli interessi dei propri membri. Se ritengono che il canale di ingresso attualmente previsto dalla normativa (chiamata da parte del datore di lavoro) sia capace di favorire un efficace incontro tra domanda e offerta di lavoro, nulla quaestio. L'inserimento nel mercato del lavoro degli stranieri non ha luogo pero' solo nelle imprese, ma anche, in modo rilevante, nel settore del lavoro domestico e dei servizi di cura (nella regolarizzazione del 2002, 360.000 domande per lavoro subordinato, 340.000 per lavoro domestico).

Detengono forse le associazioni imprenditoriali una qualche forma di competenza in materia di lavoro domestico?


5) La bozza di riforma prevede che sia il Governo a fissare, col decreto-flussi, la quota per sponsorizzazione e quella per autosponsorizzazione. Per come e' scritta la disposizione relativa, nulla impedisce che si affidi al Governo anche la possibilita' di determinare, nell'ambito dello stesso decreto-flussi, l'ammontare delle risorse necessarie o l'entita' della garanzia. Si tratta di uno strumento che il legislatore - ove il testo sia approvato - offre all'esecutivo per una regolazione flessibile dei flussi in ingresso. L'esecutivo XXX potrebbe decidere di non avvalersene (o di fissare requisiti molto restrittivi); l'esecutivo YYY potrebbe utilizzarlo moderatamente, in forma sperimentale; l'esecutivo ZZZ potrebbe eleggerlo a meccanismo preferito. Nessuno dei tre avrebbe bisogno, per questo, di far approvare dal Parlamento una ulteriore riforma.

Non e' forse utile che la legge metta a disposizione del Governo uno strumento in piu', lasciando a chi non lo apprezza la possibilita' di non utilizzarlo? Chi di noi farebbe smantellare il bidet dal proprio bagno sol perche' aspetta l'arrivo di un ospite inglese?

Cordiali saluti
Sergio Briguglio

18 dicembre 2006

nota sull'autosponsorizzazione

Cari amici,
alla pagina
www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo/2006/dicembre/proposte-autosponsor.html,
troverete una nota sull'ingresso per autosponsorizzazione, da me
inviata ai ministri Amato e Ferrero e alle sottosegretarie Lucidi e
De Luca.

Ringrazio Enrico Cesarini per avermi fatto avere osservazioni e
suggerimenti utili per la stesura della nota.

Cordiali saluti
sergio briguglio

>

7 dicembre 2006

nota per il 12 dicembre; autosponsorizzazione

Cari amici,
alla pagina
http://www.stranieriinitalia.com/briguglio/immigrazione-e-asilo/2006/dicembre/proposte-diritti.html
troverete il testo di una terza nota inviata ai ministri Amato e
Ferrero e ai sottosegretari Lucidi e De Luca in vista dell'incontro
con associazioni e sindacati in programma per il 12 Dicembre.

Ieri ho assistito alla puntata di "Porta a porta" sull'immigrazione,
ospite il Ministro Ferrero. Si discuteva di autosponsorizzazione.
Osservo come Ferrero sia sostanzialmente isolato nel difendere
l'unica posizione ragionevole in materia di ingressi per lavoro: il
prevedere, accanto ad altri canali di ingressi, l'ingresso entro
quote per ricerca di lavoro autosponsorizzata.

Mi auguro che le associazioni e i sindacati si decidano ad esprimere
pubblicamente e in modo chiaro il proprio sostegno a questa proposta.
I sindacati, in particolare, non dovrebbero perdere l'occasione della
manifestazione nazionale da loro organizzata per il 16 dicembre.

Cordiali saluti
sergio briguglio

16 novembre 2006

nota su ingressi e soggiorno per il 21 novembre

Cari amici,
alla pagina
http://www.stranieriinitalia.com/briguglio/immigrazione-e-asilo/2006/novembre/prop-ingressi-soggiorno.html troverete il testo di una nota che ho inviato ai ministri Amato e Ferrero e ai sottosegretari Lucidi e De Luca in vista dell'incontro con associazioni e sindacati in programma per il 21 Novembre. La nota contiene le proposte che farei ai ministri se dovessi partecipare a quell'incontro. Liberi, ovviamente, i soggetti che all'incontro parteciperanno di farne propri i contenuti.
Cordiali saluti
sergio briguglio

12 giugno 2006

nota per il sottosegretario lucidi

Cari amici,
alla pagina di giugno 2006 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.com/briguglio) troverete il testo di
una nota (nota-lucidi.html) che ho fatto avere al Sottosegretario
all'interno Marcella Lucidi. Riguarda i punti, in materia di
immigrazione, che possono essere positivamente affrontati con
circolare (in attesa, cioe', di un intervento di riforma legislativa).

In particolare, vorrei attirare la vostra attenzione sul punto
relativo alla possibilita' di presentare le domande di autorizzazione
al lavoro per lavoratori "residenti all'estero" in qualunque momento
dell'anno. La cosa e' ovviamente perfettamente conforme alla legge, e
consentirebbe di emanare il decreto flussi tenendo conto delle
domande giacenti. Si tratterebbe poi, ovviamente, di dare la
precedenza, nell'assegnazione dei posti in quota, a tali domande.

Questo non risolverebbe il problema dell'incontro tra domanda e
offerta di lavoro sul posto, e lascerebbe immutato il fatto che le
domande di ingresso vengano presentate per stranieri gia' presenti in
Italia. Tuttavia, si eviterebbe il problema delle code alle poste e
della corrispondente esclusione di chi non arriva in tempo, e si
limiterebbe ad un anno, o poco piu', la durata del periodo di
irregolarita' forzata, con grande vantaggio per tutti.

Ringrazio Elena Rozzi, Lara Olivetti, Savatore Fachile, Giulia Perin,
Silvia Canciani, Tiziana Pedonese ed Enrico Cesarini, che hanno
contribuito alla stesura della nota.

Cordiali saluti
sergio briguglio

19 aprile 2004

ddl viviani (conversione turismo-lavoro)

Cari amici,

alla pagina di aprile 2004 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.com/briguglio) troverete, tra le altre
cose, il testo di un disegno di legge, di iniziativa dei senatori
Viviani (DS) et al., di modifica del Testo unico sull'immigrazione.

Le disposizioni contenute nel disegno di legge consentirebbero la
conversione dei permessi di soggiorno di breve durata (turismo,
affari, etc.) in permesso per lavoro subordinato in presenza di una
proposta di contratto di soggiorno per lavoro.

Mi sembra - inutile dirlo - che questo disegno di legge colga, e
affronti nel modo migliore, il nodo principale della politica di
immigrazione in Italia.

Cordiali saluti
sergio briguglio

15 aprile 2004

allargamento ue e altro

Cari amici,

alla pagina di aprile 2004 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.com/briguglio) troverete, tra le altre
cose

1) Un'ordinanza del TAR della Puglia nella quale si afferma che
l'applicazione dell'articolo 26, co. 7 bis, T.U. (revoca del permesso
in seguito a condanna per la vendita di marchi contraffatti) deve
essere limitata al caso di straniero titolare di permesso di
soggiorno per lavoro autonomo.

2) Una circolare dell'INPS (62/2004), con la quale si chiarisce
l'applicazione delle disposizioni sugli assegni per il nucleo
familiare al caso di straniero rifugiato.

3) Il testo di una notizia AGI, nella quale vengono riportate
dichiarazione di Landi di Chiavenna (AN) sulla probabile emanazione
di un nuovo decreto flussi per il 2004.

4) Una notizia, dal sito di stranieriinitalia, relativa ai contenuti
del decreto sulla restrizione transitoria della libera circolazione
dei lavoratori subordinati provenienti dai nuovi Stati membri
dell'Unione europea.

Riguardo a quest'ultimo punto, alla stessa pagina del mio sito, vi
segnalo (scusandomi con quelli cui la segnalazione sia gia' arrivata)
il testo di un messaggio che ho inviato alla mailing list dell'ASGI
(http://www.stranieriinitalia.com/briguglio/immigrazione-e-asilo/2004/aprile/messaggio-allargamento-ue.html).
Nel messaggio esponevo alcuni argomenti in base ai quali la
restrizione dell'accesso al mercato del lavoro subordinato potrebbe
essere facilmente aggirata: ingresso per lavoro autonomo (non
ristretto in alcun modo) e stipula di un contratto di lavoro
subordinato (senza vincoli di quote o altre forme di restrizione) in
base all'art. 1, co. 2 T.U.

Per completezza, riporto qui sotto le disposizioni rilevanti per il
cittadino di uno Stato membro dell'Unione che voglia stabilirsi in
Italia per esercitare un'attivita' di lavoro autonomo (o una
prestazione di servizi). Sono tratte dal DPR 54/02 (Testo unico
"comunitari").

Naturalmente, non e' affatto richiesto che l'interessato avvii
effettivamente l'attivita' autonoma. In altri termini, e a mo' di
esempio, il cittadino polacco che voglia stabilirsi in Italia per
lavorare, con contratto di lavoro subordinato, come manovale, puo'

a) dichiarare, insindacabilmente, di volersi stabilire come
giardiniere autonomo (previa dimostrazione dei requisiti - assai
blandi - previsti);

b) ottenere la carta di soggiorno;

c) stipulare, in qualunque momento, un contratto di lavoro
subordinato come manovale.

Questa e', naturalmente, solo la mia opinione. Critiche o
osservazioni sono benvenute.

Cordiali saluti
sergio briguglio


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Art. 2. (L)
Soggiorno nel territorio dello Stato
...
2. Per i soggiorni di durata superiore a tre mesi, i cittadini di
cui all'articolo 1 sono tenuti a richiedere la carta di soggiorno di
cui all'articolo 5.
...


Art. 3. (L)
Diritto di soggiorno

1. Hanno diritto al soggiorno nel territorio della Repubblica i
cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea che:
a) desiderino stabilirsi nel medesimo per esercitarvi
un'attivita' autonoma;
...
c) desiderino entrare nel territorio della Repubblica per
effettuarvi una prestazione di servizi o in qualita' di destinatari
di una prestazione di servizi;
...


Art. 5 (R)
Richiesta della carta di soggiorno

1. La domanda per il rilascio della carta di soggiorno per i
cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea deve essere
presentata, entro tre mesi dall'ingresso nel territorio della
Repubblica, alla questura competente per il luogo in cui
l'interessato si trova, utilizzando una scheda conforme al modello
predisposto dal Ministero dell'interno, nel quale siano riportati:
a) le complete generalita' dell'interessato;
b) gli estremi del documento di riconoscimento in corso di
validita';
c) la data d'ingresso nel territorio della Repubblica;
d) i motivi e la durata del soggiorno in relazione alle
fattispecie di cui all'articolo 3, comma 1;
e) il domicilio eletto nel territorio della Repubblica;
f) l'eventuale indicazione dei familiari o altre persone a carico
per le quali l'interessato ha diritto di richiedere un documento di
soggiorno.
2. La domanda deve essere corredata della fotografia
dell'interessato, in formato tessera, in quattro esemplari; in luogo
della fotografia in piu' esemplari, all'interessato puo' essere
richiesto di farsi ritrarre da apposita apparecchiatura per il
trattamento automatizzato dell'immagine, in dotazione all'ufficio.
3. All'atto della presentazione della domanda il cittadino
dell'Unione europea e' tenuto ad esibire il passaporto o documento di
identificazione valido, rilasciato dalla competente autorita'
nazionale, nonche':
a) le autorizzazioni prescritte per lo svolgimento nel territorio
della Repubblica delle attivita' che si intendono svolgere;
...
c) negli altri casi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) e
c), la documentazione attestante che l'interessato rientri in una
delle suddette categorie;
...
6. L'addetto alla ricezione, esaminata la domanda e i documenti
allegati o esibiti, di cui puo' trattenere copia, ed accertata
l'identita' dei richiedenti, rilascia un esemplare della scheda di
cui al comma 1, munita di fotografia dell'interessato e del timbro
datario dell'ufficio e della propria sigla, quale ricevuta, indicando
il giorno in cui potranno essere ritirati la carta e gli altri
documenti di soggiorno richiesti. ... I documenti di soggiorno,
nonche' i documenti ed i certificati necessari per il loro rilascio o
rinnovo, vengono rilasciati e
rinnovati gratuitamente.

Art. 6. (R)
Rilascio della carta di soggiorno

1. La carta di soggiorno per i cittadini di uno Stato membro
dell'Unione europea e' rilasciata su modello conforme a quello
approvato con decreto del Ministro dell'interno, entro centoventi
giorni dalla richiesta. L'interessato puo' dimorare provvisoriamente
sul territorio, fino a quando non intervenga il rilascio ovvero il
diniego della carta di soggiorno. Decorso un congruo periodo di
studio e sperimentazione, si prevede il rilascio della carta mediante
utilizzo di mezzi di tecnologia avanzata, sulla base delle
indicazioni formulate dal Dipartimento per l'innovazione e le
tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
2. La carta di soggiorno di cui sopra e' valida per tutto il
territorio della Repubblica, ha una durata di cinque anni dalla data
del rilascio ovvero, per i soggiorni inferiori all'anno, per la
durata occorrente in relazione ai motivi del soggiorno....
3. La carta e' rinnovabile:
...
b) a tempo indeterminato, negli altri casi in cui e' rilasciata
per la durata di cinque anni;
...
4. La carta di soggiorno costituisce documento d'identificazione
personale per non oltre cinque anni dalla data del rilascio o del
rinnovo. Il rinnovo e' effettuato a richiesta dell'interessato, con
l'indicazione aggiornata del luogo di residenza, corredata di nuove
fotografie.
5. Fatte salve le disposizioni piu' favorevoli del decreto
legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e del relativo regolamento di
attuazione, le interruzioni del soggiorno non superiori a sei mesi
consecutivi o le assenze dal territorio della Repubblica motivate
dall'assolvimento di obblighi militari non infirmano la validita'
della carta di soggiorno. La carta di soggiorno in corso di validita'
non puo' essere ritirata ai cittadini di cui all'articolo 3, comma 1,
lettera a), per il solo fatto che non esercitino piu' un'attivita' in
seguito ad incapacita' temporanea dovuta a malattia o infortunio.

12 dicembre 2003

conclusioni presidenza; incontro sindacati-mantovano; articolo

Cari amici,
alla pagina di dicembre 2003 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.com/briguglio), troverete le
conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles.

Troverete anche il resoconto di un incontro tra i rappresentanti di
CGIL, CISL e UIL e il sottosegretario Mantovano. Sono stati
affrontati vari punti di interesse per l'applicazione della legge.
Notevole mi sembra, in particolare, la questione relativa alla
possibilita' che in un futuro prossimo il Mininterno informi i
sindacati del contenuto delle circolari adottate in materia di
immigrazione e asilo. Mi auguro che dell'informazione possano
beneficiare, direttamente, tutti i soggetti interessati (in Italia
sono circa due milioni...), senza che l'onere della divulgazione
gravi su un soggetto terzo quale e' il sindacato.

Ringrazio Chiara Favilli, Filippo Miraglia e Piero Soldini, che mi
hanno inviato, direttamente o indirettamente, i due documenti.

Alla stessa pagina troverete il testo di un articolo che ho scritto
per gli atti di un congresso. Nell'articolo espongo il mio punto di
vista sulla politica degli ingressi per lavoro attuata in Italia e su
una possibile alternativa a questa politica (quella della
"conversione turismo-lavoro").

Cordiali saluti
sergio briguglio

23 luglio 2003

regolarizzazione; art. 700 per asilo; licenziamento individuale

Cari amici,

alla pagina di luglio 2003 del mio sito
(http://www.stranieriinitalia.it/briguglio) troverete, tra le altre
cose,

a) un messaggio diramato dal Dipartimento liberta' civili e
immigrazione, in relazione ai casi di mancata presentazione delle
parti, nell'ambito del processo di regolarizzazione, alla
convocazione in prefettura;

b) un provvedimento ex art. 700, con il quale il Tribunale di Roma

- dichiara illegittimo un provvedimento di diniego di riconoscimento
dello status di rifugiato,

- afferma che e' "indirizzo consolidato che la procedura per il
riconoscimento dello status di rifugiato politico e la domanda di
asilo politico deve essere intesa conclusa solamente dopo
l'esaurimento delle procedure amministrative e giurisdizionali
ordinarie e che, fino a tale conclusione, i richiedenti hanno titolo
al soggiorno temporaneo in Italia",

- sospende il provvedimento di espulsione;

- dispone il rilascio al ricorrente del permesso di soggiorno
temporaneo fino alla definizione delle procedure amministrative e a
quelle giurisdizionali ordinarie.

c) una nota su alcune incongruenze della disciplina relativa al
licenziamento individuale.

Ringrazio Silvia Canciani e Alessia Montuori per il primo documento,
Giovanni Bonaccio per il secondo, me per il terzo.

Notate che il messaggio del Mininterno segnala una situazione assai
rischiosa per molti stranieri, e auspica la collaborazione, a
vantaggio di questi, delle associazioni ed enti impegnati nel
settore. Mi auguro che i sindacati - soprattutto - vogliano suggerire
al Mininterno che in caso di cessazione del rapporto di lavoro, fermo
restando lo sforzo della questura per raggiungere il lavoratore, si
proceda al pacifico rilascio del permesso ex art. 22, piuttosto che
all'emanazione del provvedimento di espulsione.

Notate poi che il provvedimento del Tribunale di Roma, oltre a
riaffermare il diritto al ricorso effettivo per il richiedente asilo
(cosa di drammatica attualita' in questo momento di revisione della
normativa), "dispone il rilascio di un permesso di soggiorno". Mostra
cosi' come non sia affatto impensabile che l'attivita' del giudice
interferisca con quella della pubblica amministrazione, anche quando
questo non e' esplicitamente previsto dalla legge. Cosa che conforta
molto un orecchiante come me.

Notate infine che la nota sul licenziamento individuale e' solo il
frutto di un'incursione, da orecchiante, nel diritto del lavoro,
quasi nulla avendo da spartire con l'immigrazione.

Cordiali saluti
sergio briguglio

19 giugno 2003

regolarizzazione (milano); regolamenti

Cari amici,
giro due messaggi interessanti.

Il primo riguarda la possibilita' di ottenere, via Internet, informazioni relative allo status delle richieste di regolarizzazione all'esame della Prefettura di Milano.

Il secondo riguarda la definizione dei regolamenti di attuazione della Bossi-Fini.

Ringrazio Gianluca Cassuto e Paolo Bonetti, che me li hanno mandati.

Cordiali saluti
sergio briguglio


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Segnalo che sul sito della Prefettura di Milano,
http://www.prefettura.mi.camcom.it
è possibile verificare la pratica di regolarizzazione inserendo il codice
della ricevuta dell'assicurata postale,
la finestra si trova in basso a destra nella homepage.
Gianluca Cassuto
(Ufficio Stranieri Comune di San Donato Milanese)



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Per opportuna conoscenza invio a tutti in calce il più preciso resoconto delle importanti notizie concernenti l'approvazione (che - come avviene da molti mesi - resta tuttora quasi sempre futura ed incerta...) dei provvedimenti di attuazione della legge n. 189/2002 (c.d. legge Bossi Fini) comunicate durante la conferenza stampa tenuta oggi dal Ministro dell'Interno Pisanu a Palazzo Chigi dopo la riunione del Consiglio dei Ministri.
Sperando di fare cosa gradita a tutti
Paolo Bonetti
Clandestini: Pisanu, Consegnati Regolamenti Ma Slitta Esame
(AGI) - Roma, 19 giu. - Il Consiglio dei Ministri non ha esaminato i quattro regolamenti che consentono di rendere operativa la legge sull'immigrazione, la Bossi-Fini. La necessita' del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di recarsi a Salonicco ha fatto slittare l'esame dei provvedimenti che sono gia' stati presentati, nella loro versione definitiva, come ha sottolineato il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, alla stessa Presidenza del Consiglio. Il titolare del Viminale, che ha rilasciato ai giornalisti una breve dichiarazione, non ha risposto alla domanda di chi gli chiedeva se Bossi si fosse rammaricato dello slittamento. E' stato pero' approvato il decreto ministeriale anti-sbarchi. "Ho consegnato alla Presidenza del Consiglio i quattro regolamenti di attuazione della legge Bossi-Fini e i tre decreti di attuazione previsti - ha spiegato Pisanu - uno di essi, quello che riguarda le modalita' di intervento e contrasto in mare dell'immigrazione clandestina" oggi ha ricevuto la firma del ministro dell'economia Giulio Tremonti. E dunque, "entra praticamente in vigore". Fra questi decreti "lo dico per amor di precisione", ha detto ancora Pisanu, "ce n'e' uno che riguarda (di concerto con il ministro dell'Economia e delle Finanze) la direzione centrale della polizia dell'immigrazione, sul quale manca ancora il parere delle organizzazioni sindacali". Quanto al decreto relativo al programma nazionale d'asilo, questo "sara' sottoposto alla conferenza unificata delle regioni, delle province e dei comuni". I quattro regolamenti attuativi, ha spiegato il titolare del Viminale ai giornalisti, "sono frutto di una concertazione fra diverse amministrazioni. A me e' stato dato il compito di redigere i testi definitivi".

16 giugno 2003

regolarizzazione; seinario asgi; seminario fieri

Cari amici,
giro alcuni messaggi utili. Il primo e' di Mariella Console e riguarda la prassi adottata a Torino, nell'ambito della regolarizzazione, per certe situazioni.

Gli altri due provengono da Silvia Canciani e da Giovanna Zincone, rispettivamente. i programmi delle iniziative segnalate sono alla pagina di giugno 2003 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/).

Cordiali saluti
sergio briguglio


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Cari tutti,
Oggi a Torino si è svolto un incontro tra operatori dei vari servizi di
infornazione rivolti a cittadini stranieri (sindacati, associazioni,etc.) e
la dirigente dell'ufficio immigrazione della Questura (Dr.ssa Rosanna
Lavezzaro) e la responsabile delll'ufficio polifunzionale per l'immigrazione
della Prefettura di Torino.
Sono emerse alcune indicazioni interessanti
- le dimissioni dovrebbero essere equiparate al licenziamento ai fini del
rilascio di un permesso di soggiorno di sei mesi per attesa occupazione
(dovrebbe essere prossimamente emanata una circolare sul punto: è infatti
stato trovato un accordo tra ministero del lavoro e dell'interno) così come
la mancata presentazione del datore convocato;
- i subentri vengono effettuati anche in sede di convocazione: il lavoratore
licenziato o dimessossi può presentarsi direttamente con il nuovo datore che
in quella sede stipulerà il contratto; il lavoratore avrà un permesso di un
anno;
- è stato chiarito (perchè c'erano state difficoltà)
1)che la ricevuta della richiesta di permesso per attesa occupazione
consente di formalizzare la nuova assunzione;
2) che per le colf può presentarsi anche un parente entro il quarto grado
del datore di lavore con delega in carta semplice e copia di un documento
del datore;
3) che i figli minori di eta' inefriore a 17 anni dei regolarizzandi possono richiedere - con riserva - il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari che sarà rilasciato quando i genitori otterranno il permesso.
Sono poi stati forniti dei dati:
sono giunte in Prefettura al momento circa 29000 pratiche;
sono state inviate18.850 convocazioni fino al 1 luglio;
sono state accolte 12.800 domande,
rigettate 28;
archiviate per licenziamento o dimissioni 1036
archiviate per altri motivi 413.
I regolarizzati più nimerosi sono i rumeni a favore dei quali sono stati
rilasciati 9877 permessi;
1848 i marocchini; 987 i moldavi; 869 i peruviani; 775 gli albanesi.
A presto.
mariella alemari.c@iol.it


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Carissimi amici dell'ASGI,
invio in allegato il programma del Seminario di analisi sulla legge Bossi-Fini, organizzato da ASGI e Magistratura Democratica per il 20-21 giugno 2003 (a partire dalle ore 15:00 di venerdì 20 e dalle ore 9:30 di sabato 21 giugno ) presso il Centro Congressi Ca' Vecchia a Sasso Marconi-Bologna.
La partecipazione al seminario è aperta a tutti.
Le prenotazioni per la sistemazione alloggiativa vanno fatte personalmente a:
Cà Vecchia, via Maranina n.9, Sasso Marconi (Bo). Tel. 051.841444 (fax 051.841420), segnalando che sono collegate al seminario ASGI-MD del 20-21 giugno.
Con preghiera di diffusione.
Un caro saluto
silvia canciani, collaboratrice ASGI


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Caro Sergio, grazie ancora per l'eccelente lavoro che fai a vantaggio della nostra comunità. Vuoi inviare l'invito a partecipare alla Conferenza internazionale, seminario di formazione sulla condizione giuridica dell'Isalm in EU e USA, che ti rivolgo anche agli altri?. Attenzione che bisogna iscriversi, c'è in cima all'attachment, ma forse è meglio ricordarlo.
Un caro saluto Giovanna
PLEASE DO NOT USE THE FUNCTION REPLY BUT ANSWER TO fieri@fieri.it

_______________________________________________________
FIERI
Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull'Immigrazione
International and European Forum of Migration Research
Via Ponza, 4/E
10121 Torino - Italy
Tel. +39 011 5160044
Fax +39 011 5591691

22 maggio 2003

ancora sulla questione nulla-osta

Cari amici,

vi giro ancora due messaggi sulla questione dei nulla-osta
considerati scaduti dal Consolato italiano di Casablanca.

Siamo in presenza di un abuso clamoroso. Mi auguro che giornali e
agenzie ne diano notizia.

Cordiali saluti
sergio briguglio

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Egr. Dott. Briguglio, ho avuto modo di parlare oggi con il Console Generale
a Casablanca. Ho riferito le mie perplessità in merito all'assurda decisione
sui visti per ricongiungimento familiare. Tutto è nato dalle comunicazioni
che le varie Questure hanno inoltrato al Consolato, i nulla osta erano
autentici ma non potevano attestare la permanenza dei requisiti. In base a
questa "pilatesca" risposta il MAE ha dato disposizioni di non rilasciare
visti su nulla osta che avevavo oltrepassato i sei mesi. Il Console
insediato a gennaio, comunque, ha trovato una situazione disastrosa, oltre
20.000 richieste di visto giacenti e mai prese in considerazione. Sta
cercando di fare il possibile per risolvere il tutto. Il Ministero, ben
conscio della situazione che Casablanca viveva da tempo, ha posto rimedio
con ritardo, ed oltre il danno patito c'è anche la beffa. Ribadisco che
sarebbe opportuno incardinare un numero notevole di giudizi.
Avv. Vincenzo Tallarico

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Anche noi, Sportello Stranieri del Comune di Pioltello abbiamo un cittadino
marocchino con lo stesso problema.
E'un anno che cerca di fare ricongiungimento con la moglie.
Lui ha la prova di aver inviato al consolato la documentazione nell'estate
scorsa.
E'responsabilità del consolato se queste domande sono scadute, il consolato
era chiuso e i termini non potevano essere rispettati, perchè il consolato
non ha ricevuto nessuno per mesi.
Secondo me non dobbiamo far fare ricorso a queste persone: dobbiamo firmare
una richiesta a nome di enti locali, associazioni, ecc, per chiedere al
ministero degli esteri di fare il contrario e cioè di considerare valide le
pratiche i cui sei mesi sono scaduti nel 2002.
Sarebbe ora che il Consolato di Casablanca dimostrasse un po'di civiltà:
l'Italia sta coltivandosi una fama di arbitrarietà e prepotenza nel mondo
che lascerà tracce pesanti.E'una vergogna, io non so come altrimenti
chiamarla!
Valentina Pometta

21 maggio 2003

casablanca: nulla-osta al ricongiungimento "scaduti"

Cari amici,

giro due messaggi di Silvia Canciani sulle (assurde) misure adottate
dal Consolato Italiano di Casablanca in relazione ai nulla-osta per
ricongiungimento familiare.

Potete trovare il testo dell'avviso di cui si parla alla pagina di
maggio 2003 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/).

Cordiali saluti
sergio briguglio

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Cari amici dell'ASGI,
invio il seguente messaggio del Centro Informazione Immigrati del Comune di
Reggio Emilia sui problemi legati al rilascio dei visti per ricongiungimento
familiare ai familiari di cittadini del Marocco, gia' in possesso di un
nulla osta rilasciato dalle Questure competenti nel corso dell'anno scorso.

(...)

un caro saluto
silvia canciani
collaboratrice ASGI

Oggetto: ricongiungimenti familiari dal Marocco


Vorremmo condividere con voi questa notizia che abbiamo appreso attraverso
le persone che si rivolgono al nostro servizio: sembra che dal 9 maggio il
consolato italiano a Casablanca abbia in qualche modo "annullato " tutte le
richieste di visto per ricongiungimento familiare presentate lo scorso anno
allo stesso e per le quali ormai il nulla osta rilasciato dalla Questura
competente ha superato i sei mesi, in quanto "è possibile che siano venute
meno le condizioni che ne hanno determinato il rilascio".
Le persone stanno arrivando al nostro ufficio per ricominciare tutto l'iter
del ricongiungimento, ma soprattutto per chi intendeva attuare
ricongiungimento con i genitori sorge un problema: molti di coloro che
hanno presentato richiesta di visto per i genitori prima dell'entrata in
vigore della Bossi Fini ora non hanno piu' i requisiti, date le nuove
previsioni di legge; per altre persone puo' essere che dal momento della
domanda siano intervenuti dei cambiamenti tali per cui al momento non hanno
piu' i requisiti (es: disoccupazione, sfratto).
Ci chiedevamo se vi era conferma da parte di altri rispetto a questa novità
e se in questi casi è possibile intervenire legalmente per fare valere il
diritto al ricongiungimento che avevano già maturato al momento della prima
richiesta.
Grazie
Gli operatori del Centro Informazione Immigrati del
Comune di Reggio Emilia


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Cari amici dell'ASGI,
invio il testo dell'avviso che il Consolato Generale d'Italia di Casablanca
in Marocco ha diffuso riguardante i Nulla Osta per il ricongiungimento
familiare, rilasciati dalle Questure italiane da oltre sei mesi prima del 9
maggio 2003, pervenuti all'Ufficio Visti dello stesso Consolato.
Appena mi sara' possibile inviero' il documento originale, che riporta il
testo anche in lingua francese e araba.
Ringrazio Fiorina Gabrielli della CGIL di Merano (BZ) per avermi inviato via
fax il documento, che conferma quanto riportato nel precedente messaggio
dagli operatori del Centro Informazione Immigrati del Comune di Reggio
Emilia.

Un caro saluto
silvia canciani
collaboratrice ASGI

22 marzo 2003

messaggio da dino frisullo; regolarizzazioni

Cari amici,

ricevo da Dino Frisullo e diffondo il messaggio riportato qui sotto.

Alla pagina http://www.meltingpot.org/articolo592.html, troverete una nota del Mininterno, del 16 marzo scorso, sulla regolarizzazione di figli minori di stranieri regolarizzati.

Ringrazio Milena, del Progetto Meltingpot, che me l'ha segnalata.

Infine, alla pagina di Aprile 2003 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio) troverete l'edizione rivista degli appunti di un corso sulla normativa su immigrazione, asilo e cittadinanza vigente al termine della scorsa legislatura (prima, cioe', dell'entrata in vigore della Bossi-Fini e degli altri provvedimenti approvati nell'ultimo anno). Conto di allineare gli appunti alla normativa attualmente vigente nelle prossime settimane.

Cordiali saluti

sergio briguglio

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Alla rete informatica di Azad ed ai Coordinamenti di solidarietà con il popolo kurdo

Alle Ong impegnate in Iraq e al loro Tavolo di coordinamento

A tutto il movimento contro la guerra (e il dopoguerra armato)

Mi permetto di diffondere il mio articolo di oggi sul Manifesto sulla drammatica situazione del campo di Mahmoura (o Mexmur, o Mekhmour), sul 36.mo parallelo nell'area di Mosul. La proposta è che qualcuno raggiunga il campo per monitorare la situazione, e intanto si avvii con urgenza, nel quadro del Tavolo di coordinamento, un progetto per rifornire di medicinali e generi di prima necessità il Centro donne (incluso l'asilo infantile e la sartoria, che potrebbe alimentare un flusso di artigianato per il commercio solidale) e soprattutto l'infermeria, che avrebbe bisogno anche della presenza di medici volontari. Sarebbe utile anche avviare una vasta sottoscrizione.

Per ulteriori informazioni: E-mail uiki.onlus@tin.it o ass.azad@libero.it , oppure, in tedesco o inglese, info@heyvasor.com (Mezzaluna Rossa kurda). Per inviare contributi finalizzati al Centro donne e all'infermeria del campo, conto postale n. 6118545 di Amsterdam intestato alla International Free Women's Foundation, o n. 37077013 di Roma intestato all'associazione Azad, specificando sempre la causale 'Mahmura Camp'.

Dino Frisullo

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I FANTASMI DIMENTICATI DI MAHMOURA (d.f., Il manifesto 20/4 pag.4)

Oltre ottomila fantasmi, di cui mille bambini e quattromila minori. Sono i profughi kurdi del campo di Mahmoura, al centro del triangolo fra Erbil, Musul e Kirkuk, nel pieno del pietroso deserto infestato dagli scorpioni a cavallo del 36.mo parallelo. Le ultime a visitarli furono, nello scorso settembre, sei donne della Free Women's Foundation olandese. Già pendeva la guerra, e il messaggio che riportarono al mondo dalle donne kurde, due terzi della popolazione del campo, fu "Non dimenticateci!". Il 25 marzo le stesse donne riuscirono a collegarsi con il campo. Scoppi di artiglierie, e la conferma delle peggiori previsioni. Alla prima intimazione Usa i pochi funzionari e medici dell'Onu avevano abbandonato il campo senza preavviso lasciandolo privo di tutela e delle forniture Unhcr di cibo e medicinali, esposto alla guerra, alla carestia e alle epidemie. Da allora, silenzio. Un telefono satellitare inviato dall'Europa s'è arenato in Giordania. Il 6 aprile un allarmato appello da Bruxelles di Ali Yigit, ex deputato ad Ankara e vicepresidente del Congresso nazionale kurdo in esilio, informava che era diretta al campo la colonna di americani e peshmerga del Pdk mitragliata per errore da un aereo Usa, e una settimana dopo denunciava un minaccioso blocco degli ingressi e chiedeva con urgenza una tutela dell'Onu e delle ong straniere. Informazioni comunque di seconda mano. Il campo tace.

Sembra sia destino dei profughi di Mahmura incontrare la guerra. A differenza dei kurdi scacciati che ora tornano a Kirkuk e Mosul, questi hanno i ponti tagliati alle spalle. Fuggirono in diciassettemila dalle province turche di Hakkari, Sirnak e Yuksekova, dai villaggi rasi al suolo dai proiettili all'uranio e bruciati dal napalm. In quel rigido marzo del '94 morirono in trecento e seicento rimasero feriti o invalidi scavalcando a piedi sulle mine i crinali montani. Era la pulizia etnica: prosciugare il mare per prendere la guerriglia. Oltre confine l'Onu concesse una precaria tutela, revocata quando le loro tende, in quella ridente valle di Atrush da cui si vorrebbero provenienti gli Etruschi, furono assediate per mesi dalle truppe turche e dalle milizie allora alleate del Pdk. Morirono di stenti quaranta bambini e molti anziani. Appena la stretta s'allentò i profughi avviarono un lungo esodo verso sud, lontano dal confine turco, fermandosi a Ninowa, l'antica Ninive, e infine uscendo dalla no-fly zone e accampandosi a Mahmura. Meglio la padella irakena che la brace turca. Ci vollero tre giorni d'assedio per passare il confine. Da Baghdad non venne poi che un po' di materiale da costruzione, usato dai profughi per trasformare la tendopoli in una piccola Khan Younis. Riuscirono anche a canalizzare le acque, comunque contaminate, del fiume Zap.

Nel '99 chiesero invano alle autorità turche di ritornare. Ad alcune condizioni: garanzie internazionali, ricostruzione, amnistia, fine dell'emergenza, insegnamento in kurdo. La più irrinunciabile, dicono con orgoglio, era l'ultima. Prima delle abitazioni si sono costruite infatti le scuole. Tre elementari, due secondarie, una superiore in cui s'insegna il kurdo ma anche il turco e l'inglese, e poi scienze naturali, sociologia, musica e sport. Con una matita e mezzo quaderno a testa in media, e vecchi libri riprodotti a mano. Dall'anno scorso i loro attestati erano riconosciuti dall'Unhcr. Questo ha fatto di Mahmura un simbolo per tutta la diaspora kurda. Dimezzati dalle traversie, i superstiti si sono organizzati. Il consiglio di campo comprende trentasei eletti di cui sedici donne: una novità per la cultura tradizionale, assieme alla scolarizzazione delle bambine. E le donne, quasi tutte analfabete e reduci in molte da violenze taciute nelle caserme turche, hanno autocostruito e gestiscono un centro in cui, oltre all'alfabetizzazione e ad un asilo, praticano il self-help ginecologico (molte sono morte per il costo delle cure esterne, negate peraltro alle nubili) ed hanno avviato una sartoria con velleità di artigianato e "commercio solidale". Autogestito, specie dopo la fuga dell'Onu, è anche l'ambulatorio retto da tre medici e decine d'infermieri volontari, in cui già in settembre le donne olandesi trovarono analgesici e pronto soccorso ma nessuno strumento chirurgico per i feriti da mine né farmaci per le patologie gravi, a partire dalle numerose leucemie forse da fall-out di guerra. Nel '96 gli esuli kurdi in Germania inviarono un'ambulanza, una seconda proveniente dalla Francia s'è bloccata ad Amman.

Immensa dignità, ma una situazione disperata. Tanto più ora che Save the Children denuncia il divieto di portare forniture mediche verso Mosul. Sarebbe bello se una delle spedizioni di aiuti del Tavolo delle Ong riuscisse a raggiungere i fantasmi di Mahmura, vittime di tutte le guerre.

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ALLEGATI DELLA 'FREE WOMEN' FOUNDATION', DI 'AZAD' E DI 'SAVE THE CHILDREN'

(scusandomi per messaggi eventualmente già ricevuti)

Centinaia di donne e bambini nel campo profughi di Makhmur nel Nord dell'Iraq sono intrappolati nel turbine della guerra.

Nazl‡ Çiftçi della International Free Women's Foundations:

"Il campo di Makhmur, che ospita circa 10.000 rifugiati curdi dalla Turchia, è situato all'interno del triangolo Mosul-Kirkuk-Irbil, proprio dove in questo momento sono in corso pesanti combattimenti.

Nella mattina del 25 marzo del 2003 abbiamo stabilito un contatto telefonico con un rappresentante dell'amministrazione interna dei rifugiati. Questi ci raccontava come dal luogo del campo fosse chiaramente percepibili il rumore delle esplosioni e come essi siano intrappolati proprio in un'area dove nei prossimi giorni ci si aspetta che avrà luogo uno dei più duri scontri armati.

La maggior parte degli abitanti del campo sono donne e bambini che hanno perso la propria casa nella campagna di distruzione degli insediamenti curdi che i turchi hanno portato avanti negli anni novanta.

Immediatamente prima dello scoppio della guerra, ufficiali americani hanno emesso un documento in cui invitavano i lavoratori delle organizzazioni umanitarie e il personale delle istituzioni internazionali a lasciare il paese.

I funzionari delle Nazioni Unite che si trovavano a Makhmur hanno improvvisamente abbandonato il campo senza avvertire la popolazione. Prima dello scoppio della guerra, la popolazione del campo aveva indirizzato numerose petizioni alle autorità delle Nazioni Unite in cui chiedevano che la propria sicurezza fosse garantita, ma non ricevettero nessuna risposta.

Il campo adesso è completamente isolato dal mondo esterno. Gli abitanti non possono allontanarsi dal campo, e nessuno dall'esterno può entrare a visitare il campo. Non c'è nessuna persona o istituzione a cui i profughi -condannati a vivere in uno stato di incertezza e senza nessuna garanzia di sicurezza - possano far sentire la propria voce.

Mentre prima dello scoppio della guerra l'ACNUR era solito provvedere all'approvvigionamento di scorte alimentari in maniera regolare, le scorte di cibo e i servizi medici sono stati bruscamente interrotti nel momento in cui i funzionari delle Nazioni Unite hanno lasciato il campo, e con loro anche i medici inviati dall'ACNUR.

Qualora i combattimenti si dovessero protrarre, gli abitanti del campo si troveranno a dover fronteggiare una drammatica carestia di cibo.

Il portavoce dei profughi, che abbiamo contattato questa mattina, ha sottolineato il fatto che la popolazione del campo dovrà essere soccorsa con cibo e medicinali se la guerra dovesse prolungarsi e ha fatto notare che le Nazioni Unite avrebbero avuto l'obbligo di farsi dare garanzia da tutte le parti in conflitto che nessuna offesa sarebbe stata portata ai civili indifesi del campo.

Il portavoce ha poi spiegato che in questa situazione essi hanno solamente due opzioni: potrebbero tornare in Turchia - il paese da cui erano fuggiti in origine -, qualora il governo turco rendesse chiara la sua posizione sul ritorno dei rifugiati e sulla soluzione del problema curdo. La seconda possibilità è che essi sopportino l'atmosfera dello stato di guerra in corso nel luogo in cui attualmente si trovano, laddove l'incolumità e le necessità alimentari della popolazione del campo vengano assicurate. Il rappresentante ha aggiunto che, nell'eventualità che i combattimenti si spingano fino al luogo del campo, loro non avrebbero né la possibilità di difendersi da soli, né di affidarsi ad una forza di protezione.

Pertanto in questa situazione è imperativo che le Nazioni Unite e/o ogni altra organizzazione umanitaria agiscano immediatamente per portare sostengo materiale e morale di cui hanno bisogno i rifugiati, intrappolati nel turbine della guerra in un paese che è loro alieno.

RICHIESTE URGENTI:

· Le Nazioni Unite devono urgentemente farsi dare garanzia dalle parti in guerra che la sicurezza degli abitanti del campo sarà rispettata e che il luogo sarà messo sotto protezione

· Se le ostilità non dovessero concludersi rapidamente, le Nazioni Unite e l'IRCR dovranno provvedere al cibo e alle cure mediche necessarie per la popolazione del campo

· Al più presto possibile deve essere garantito almeno un medico per far fronte ai casi più urgenti

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NORD IRAQ: ALLARME PER IL CAMPO PROFUGHI DI MAHMURA

La colonna di militari americani e peshmerga del Pdk tragicamente bombardata ieri da "fuoco amico" si trovava nell'area di Mekhmour, in kurdo Mahmura, a pochi chilometri dall'omonimo campo profughi che è ormai sulla linea del fronte. Sulla sorte dei quasi diecimila profughi kurdi che vi risiedono, per oltre metà minori, lancia un allarme Dino Frisullo, portavoce dell'associazione Azad.

Si tratta infatti di famiglie fuggite oltre confine nel '93 dopo la distruzione dei loro villaggi nel Kurdistan turco, e sospinte sempre più a sud, fino a dover passare le linee irakene, dalle continue incursioni turche e dall'inimicizia delle milizie kurde allora vicine alla Turchia. Oggi il patto tripartito fra Usa, Turchia e kurdi non dà maggior fiducia ai profughi, che chiedono la protezione dell'Onu.

Nella serata di ieri è giunto da Bruxelles il preoccupato appello di Ali Yigit, già deputato ad Ankara e ora vicepresidente del Congresso nazionale kurdo (KNK) in esilio: "I nostri compatrioti sono laggiù per amore di libertà e per sfuggire alla repressione. Chiediamo all'Onu di tutelarli ed a tutto il popolo kurdo di vigilare su di loro".

I pochi funzionari e medici delle Nazioni unite in effetti, secondo il responsabile del campo e la Mezzaluna Rossa kurda, avevano abbandonato il campo di Mahmura subito dopo l'ordine di evacuazione degli Usa senza neppure avvertire la popolazione, e sospendendo le forniture di medicinali e derrate alimentari senza le quali si rischia carestia ed epidemie. L'associazione Azad chiede, in questo senso, anche l'intervento del Tavolo delle Ong e dei loro operatori sul campo.

Roma, 7.4.03

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La guerra è finita? La lotta per la sopravvivenza dei rifugiati continua

Comunicato Stampa dalla Free Women Foundation di Amsterdam

Sul campo di Makmura nel sud Kurdistan/nord Iraq.

Nel loro comunicato stampa di ieri gli alleati annunciavano la fine della guerra in Iraq con la caduta di Baghdad. Ma non bisogna dimenticare che i pericoli per la popolazione civile non sono terminati, soprattutto per i rifugiati nel nord Iraq. Dopo il ritiro del personale delle Nazioni Unite dall'Iraq all'inizio della guerra, ora le agenzie umanitarie internazionali come la Croce Rossa e Medici Senza Frontiere hanno sospeso il loro lavoro per il momento a causa di problemi di sicurezza e l'accesso alle aree di crisi rimane invalicabile alle altre agenzie umanitarie.

Abbiamo ricevuto notizie molto preoccupanti dal campo di rifugiati nei pressi della cittadina di Makmura nel triangolo tra Mosul, Kirkuk e Arbil, dove oltre 10.000 profughi provenienti dalla Turchia hanno trovato rifugio scappando dalla repressione e dalla dispersione forzata. Ci è stato riferitoche i prolungati combattimenti nella regione si sono avvicinati pericolosamente al campo, principalmente abitato da donne e bambini. Il campo è circondato dai peshmerga del KPD e dalle forze alleate. Bombardieri sorvolano il campo. Visti i precedenti attacchi ai civili, dobbiamo dedurre che per il campo di rifugiati la minaccia è seria. Dopo il ritiro del personale UNHCR già da tre settimane, il cibo e le medicine non raggiungono più il campo.Il che significa che i rifugiati sono completamente tagliati fuori dal mondo, intrappolati tra due fronti , senza alcuna garanzia di sicurezza, e come se non bastasse a rischio di carestia e epidemie.

Per scongiurare ulteriori massacri e perdite di vite umane, noi chiediamo con urgenza che le Nazioni Unite si assumano le loro responsabilità sulla base della Convenzione di Ginevra e prendano le necessarie misure per la protezione e gli aiuti umanitari alla popolazione del campo di Makmura.

Facciamo appello alle agenzie e all'opinione pubblica internazionale perché provvedano concretamente all'assistenza dei rifugiati con sottiscrizini, trasporto di beni di prima necessità e fornitura di assistenza sanitaria.

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Save the Children: Usa bloccano aiuti umanitari

Rob MacGillivray, responsabile del Programma di Emergenza di Save the

Children in Nord Iraq, ha denunciato che "le forze della coalizione

impediscono da più di una settimana l'atterraggio di un aereo a Erbil con

forniture mediche raccolte da Save the Children per curare 40.000 persone".

Quel materiale sanitario, ha detto MacGillivray, è destinato agli ospedali

di Mosul, dove "da settimane i medici lavorano in condizioni disperate,

senza salario, senza acqua e con pochissimi medicinali".

"I medici di Mosul che stiamo cercando di aiutare - ha detto il responsabile

di Save the Children - lottano da settimane per salvare vite umane. A causa

del comportamento delle forze militari occupanti, non possiamo portare

l'aiuto che avevamo promesso. Questa è una chiara violazione della

Convenzione di Ginevra. Il tempo che si sta perdendo costa la vita a

moltissimi bambini". (red)

16 dicembre 1996

testo finale della proposta

Cari amici, vi mando la stesura definitiva (per quel che mi riguarda) delle proposte sulla legge organica. Corrisponde al testo CNEL, ma e' informa di articolato. Ho cecato di evitare richiami da un articolo ad un altro. Le diverse parti sono cosi' scorporabili, all'occorrenza.

Provo a fare un brevissimo sommario dei punti qualificanti della proposta.

1) Disposizioni di carattere generale su visti di ingresso e permessi di soggiorno:

- Il permesso puo' di norma essere convertito in altro permesso per ilquale l'interessato possegga i requisiti previsti dalla legge.


- Puo' essere stabilito dal Ministro dell'interno il rilascio di un

permesso straordinario in casi di emergenza, o per garantire la

regolarita' del mercato del lavoro (regolarizzazione a regime).

- Il requisito di abitualita' della dimora e' rilassato ai fini

dell'iscrizione anagrafica.

2) ingresso e soggiorno per lavoro

- Liste sulla base di anzianita' di iscrizione.

- Quota (o quote per tipo di lavoro) stabilita dal Governo;

- Ingresso (per ricerca di lavoro, ma non la chiamiamo cosi') entro le

quote o per chiamata nominativa extra-quota.

- Ingresso per lavoro autonomo previa dimostrazione di sapersi

mantenere.

- Non-applicazione della condizione di reciprocita' per attivita'

commerciali e artigianali, e, limitatamente al caso di laureati in

Italia o di possessori di titolo legalmente riconosciuto in Italia, per

iscrizione negli albi professionali e svolgimento della relativa

attivita'.

- Permesso per lavoro di due anni per chi entri con una qualsiasi delle

modalita' descritte.

- Possibilita' di svolgimento di qualunque attivita' (subordinata o

autonoma) per i titolari, salvo piccole limitazioni.

- Possibilita' analoghe per i titolari di altri permessi di lunga durata

(studio, coesione familiare, etc.) o di permessi "di attesa" (richiesta

asilo, giustizia, etc.).

- Lavoro stagionale (diritto di reingresso, possibilita' di proroga e di

conversione).

3) Ingresso e soggiorno per studio:

- Diritto all'istruzione obbligatoria per i minori, anche se irregolari.

- Studio universitario e specializzazioni: esonero dalla condizione di

reciprocita' per l'accesso a borse e provvidenze.

- Possibilita' di istituzione di borse per merito, fruibili anche a

aprtire da anni successivi al primo.

- Possibilita' di istituzione di borse condizionate al rientro in

Patria.

- Possibilita' di conversione del permesso in permesso per lavoro in

presenza dei requisiti o, dopo la laurea, anche in assenza dei

requisiti.

4) Ingresso e soggiorno per motivi familiari:

- Tutela dei minori, anche in deroga alle altre norme (materia affidata

al Tribunale per i minorenni).

- Possibilita' di ingresso per minori affidati o adottati, per familiari

a carico inabili al lavoro, e per altro genitore del figlio ricongiunto

(fondamentale per tutelare, in presenza di figli, unioni di fatto e

situazioni poligamiche senza dar loro esplicito riconoscimento)

- Soglia minima di reddito, senza graduazione con il numero di familiari

chiamati. Disponibilita' di alloggio ad uso di abitazione non impropria,

certificabile, su richiesta, dal Comune.

- Possibilita' di conversione del permesso per coesione familiare in

permesso per lavoro o studio, in caso di scioglimento del vincolo, anche

in assenza dei requisiti.

- Possibilita' di procedere alla coesione con familiari gia' presenti in

Italia regolarmente.

5) Assistenza sanitaria:

- Obbligatorieta' dell'iscrizione a parita' di diritti e contribuzione

con gli italiani per i lungo-soggiornanti e per i richiedenti asilo.

- Contribuzione forfetaria nel caso degli studenti.

- Sufficienza, per l'iscrizione della regolarita' del soggiorno

(anziche' dell'iscrizione anagrafica), anche in pendenza di rinnovo o di

ricorso contro il diniego.

- Copertura delle prestazioni urgenti o comunque essenziali, di quelle a

tutela della maternita' e della gravidanza e di quelle a tutela dei

minori, anche per i non assicurati. Oneri a carico dello stato.

- Altre prestazioni erogabili con oneri a carico dell'interessato, salvo

il caso di indigenza (autocertificabile). In questo caso,oneri a carico

del Ministero della Sanita'.

- Divieto di segnalazione in caso di prestazione a favore di persone

soggiornanti illegalmente.

6) Accesso all'alloggio e ad altre prestazioni socio-assistenziali:

- Accesso all'edilizia pubblica per i lavoratori regolarmente

soggiornanti.

- Accesso a prestazioni socio-assistenziali per invalidi civili, per

persone affette da morbo di Hansen e da TBC o per indigenti, sotto

opportune condizioni.

- Accesso agli asili nido anche per minori irregolari.

- Possibilita', per il Sindaco, di disporre misure di assistenza e

accoglienza anche per irregolari, in situazioni di emergenza.

7) Carta di soggiorno e diritto di voto amministrativo

- Rilasciabile a rifugiati, a familiari di persone stabilmente

soggiornanti e a stranieri regolarmente soggiornanti da almeno cinque

anni attualmente titolari di permesso per lavoro (non e' quindi

necessario che siano stati titolari di permesso per lavoro per tutti i

cinque anni). Condizione necessaria: mancanza di condanne o procedimenti

penali per reati gravi.

- Inespellibilita' del titolare di carta di soggiorno.

- Diritto di voto amministrativo.

- Durata: cinque anni. Rinnovo a tempo indeterminato, condizionato alla

mancanza di condanne e procedimenti penali del tipo suddetto. Si

potrebbe, in alternativa, pensare anche a rilascio con durata

illimitata.

8) Condizione di reciprocita':

- Oltre a quanto gia' detto, non e' soggetto a tale condizione

l'acquisto della prima casa e di locali da utilizzare per l'attivita'

lavorativa dell'acquirente.

9) Respingimento alla frontiera:

- Sostanzialmente come testo Contri e come testo CIR.

- Custodia del respingendo e riesame immediato da parte del Pretore in

caso di domanda di asilo sospetta di inammissibilita' o di rischio per

l'incolumita' o la liberta' conseguente al rimpatrio.

10) Allontanamento dal territorio dello Stato ed espulsione

- Espulsione come misura di sicurezza (dopo condanna definitiva per

reati gravi) o in alternativa alla pena (su richiesta del detenuto).

- Allontanamento in caso di irregolarita' o clandestinita'.

- Trenta giorni per lasciare l'Italia ovvero presentare ricorso

(sospensivo) al TAR, ovvero richiedere, in presenza dei requisiti, un

permesso di soggiorno per coesione familiare o per i motivi per cui lo

si possedeva originariamente in presenza dei requisiti(quest'ultima

previsione non si applica quindi ai clandestini), ovvero richiedere

l'intervento del Tribunale per i minorenni per tutelare un minore.

- Il TAR giudica nel merito, valutando anche la congruita' del

provvedimento.

- Scaduti i trenta giorni o divenuta definitiva la decisione negativa

sul ricorso o sulla richiesta del permesso, lo straniero deve lasciare

l'Italia, a pena di espulsione.

- Anche in caso di espulsione, lo straniero ha diritto al riesame, da

parte (ad esempio) del Pretore, circa la legittimita' del provvedimento.

- Non possono essere espulsi o allontanati i minori, i nati in Italia, i

soggiornanti da oltre dieci anni, i familiari di cittadini italiani o

comunitari, i rifugiati, i richiedenti asilo, le donne incinte o che

abbiano avuto una gravidanza recente, coloro che necessitino di cure

urgenti, i titolari di carta di soggiorno.

- Previsti incentivi per il rimpatrio degli allontanati.

- Graduazione del divieto di reingresso: un anno per gli allontanati,

tre anni per gli espulsi successivamente ad allontanamento, il periodo

indicato dal giudice o dal Ministro dell'interno per gli espulsi per

pericolosita', il periodo corrispondente alla pena in caso di espulsione

alternativa alla pena.

- Accordi bilaterali per l'ammissione di stranieri espulsi. In caso di

mancanza di certezza sulla nazionalita', lo straniero sceglie un paese

di destinazione tra quelli che hanno stipulato accordi, ovvero altro

paese disposto ad accoglierlo.

11) Diritto di difesa e trattamento penitenziario

- Diritto di accesso al gratuito patrocinio, anche per gli stranieri

illegalmente soggiornanti.

- Diritto, per i detenuti, ai contatti con i familiari, alla

corrispondenza e ai colloqui telefonici in lingua madre.

12) Regolarizzazione degli stranieri presenti:

- Centottanta giorni per richiedere un permesso di soggiorno: per lavoro

o studio (anche in assenza dei requisiti), per coesione familiare (in

presenza del familiare) o per altri motivi (in presenza degli specifici

requisiti).



Non sono riuscito, naturalmente a recepire tutte le osservazioni

pervenute, ma mettendovi a disposizione il testo in forma digitale

confido che possiate migliorarlo voi in mia assenza. Manchero' infatti

per un mese (dal 18 dicembre al 15 gennaio).

Sergio